22 febbraio 2020
Aggiornato 20:30
L'ex pilota di F1 trionfa in America

Juan Pablo Montoya nella storia: rivince la 500 Miglia di Indianapolis

Quindici anni dopo la prima volta, il colombiano, a quasi 40 anni, torna a vincere la leggendaria corsa statunitense. Nel mezzo, una carriera senza pari, con successi sia in Formula 1, che in IndyCar, che in Nascar

INDIANAPOLIS – Una vittoria che vale una carriera. Juan Pablo Montoya si è aggiudicato stanotte la 99esima edizione della storica 500 Miglia di Indianapolis, la più importante gara americana per monoposto. Chiudendo così simbolicamente un cerchio: quello che per lui si aprì 15 anni fa quando, da esordiente allora 24enne, trionfò per la prima volta sul leggendario ovale statunitense. In mezzo ci furono sei stagioni in Formula 1, con Williams e McLaren, che gli valsero sette successi e 30 podi, ed un'esperienza in Nascar, lo sport motoristico a ruote coperte più seguito dagli yankee, in cui però riuscì a salire in sole due occasioni sul gradino più alto del podio, pur laureandosi miglior debuttante. «Per me il 2000, quando vinsi qui a Indianapolis per la prima volta, fu il vero inizio della carriera – racconta il colombiano, ormai alle soglie dei 40 anni, che compierà a novembre – Ero molto giovane, agli inizi, e riuscii a dominare grazie ad un'ottima vettura. Stavolta ho dovuto impegnarmi al massimo ed è stato emozionante».

Rimonta entusiasmante
Il suo primo urrà a Indianapolis maturò infatti al termine di un dominio durato ben 167 giri. Quello di quest'anno è stato invece un finale al cardiopalma: Montoya era partito da una lontanissima 15esima piazza in griglia ed era scivolato addirittura al 30° posto a causa di un incidente a inizio gara. Eppure è riuscito a riportarsi al comando a soli tre giri dalla fine, superando Will Power, che al traguardo è giunto staccato di appena un decimo dal vincitore. «Merito dell'esperienza – sorride l'ex pilota di Formula 1, che ha festeggiato con la moglie Connie e i tre figli – Si invecchia, si diventa più saggi e si comprende dove si vincono o si perdono le gare». Fa specie sentirlo dire ad un pilota che nell'arco della sua lunga carriera si è fatto notare soprattutto per l'aggressività, in pista e fuori: restano nella storia dell'automobilismo i suoi confronti mai teneri con Michael Schumacher.

Carriera da incorniciare
Dopo aver vinto anche la gara inaugurale della stagione di IndyCar Series sulle strade di St Petersburg, con questo importante risultato Juan Pablo estende dunque il vantaggio in classifica generale a 25 punti sul già citato Will Power. Insomma, sembra davvero lui, alfiere del team Penske, uno dei più titolati nel Nord America, il favorito per aggiudicarsi anche questo campionato, dopo aver vinto l'allora serie rivale, la Cart, nel 1999. Se gli riuscisse pure questa ennesima impresa, avrebbe centrato un en plein senza precedenti, vincendo gare e titoli in tutte le serie a cui ha partecipato, e riuscendo a confermarsi sempre uno dei protagonisti in categorie diversissime fra loro, tanto in Europa quanto in America. Comunque vada, il suo palmares lo conferma già oggi come uno dei più grandi piloti della sua generazione.