12 aprile 2021
Aggiornato 21:30
Brutte storie nel Mondiale Superbike

Ebr, dietro al fallimento dell'ex team di Canepa anche accuse di furto

Viene dall'Italia, per la precisione dalla provincia di Bergamo, la struttura che gestiva in pista il team della casa statunitense. E, dopo la bancarotta, il coordinatore Quintarelli sospetta i suoi ex soci addirittura di aver rubato

BERGAMO – Per Niccolò Canepa, tutto sommato, la storia è finita bene: il pilota genovese ha infatti trovato un'altra moto, la Kawasaki del team Grillini, ed è riuscito a continuare la sua stagione nel Mondiale Superbike. Ma c'è un altro pezzo dell'Italia delle corse che è rimasto scottato dal fallimento del team Hero Ebr: la Qb Racing, struttura con sede nella provincia di Bergamo incaricata di gestire le attività in pista della scuderia statunitense. L'azienda lombarda era, in pratica, l'ultimo anello di una catena che dalla casa madre americana, la Erik Buell Racing, passava attraverso la squadra Pegram Racing, anch'essa americana e di proprietà del pilota-manager Larry Pegram, fino ad arrivare, appunto, alla sede operativa italiana.

C'eravamo tanto amati
Ed è stato l'ex coordinatore del team Claudio Quintarelli, una delle colonne della Qb Racing, che questo weekend, in occasione dell'arrivo in Italia del Mondiale delle derivate di serie, ha raccontato la sua verità sul fallimento della Hero Ebr. «Sono davvero deluso, perché dopo quasi due anni trascorsi a dare il mio contributo al marchio Erik Buell in Superbike, ho visto i miei sforzi completamente gettati al vento, senza nemmeno un ringraziamento nella nota ufficiale della Pegram Racing», si legge nel comunicato stampa diramato dalla società bergamasca. Ma se Quintarelli ha il dente avvelenato con i suoi ex soci americani non è solo per la loro mancanza di gratitudine. L'italiano arriva addirittura ad accusarli di furto: «Ho subìto un danno sia all'immagine che al materiale di mia proprietà – racconta – Dopo aver saputo dalla stampa del fallimento della Ebr, ho continuato a lavorare, impegnandomi come sempre, poiché Larry Pegram mi aveva assicurato che in qualche modo avremmo finito la stagione, o con il finanziamento del nostro sponsor Hero o di altri sponsor americani».

I sospetti
«Purtroppo – prosegue Quintarelli – il 28 aprile ho scoperto che materiale della Ebr e parte del mio materiale personale era scomparso dal reparto corse a Verdello. Quando chiesi lumi su questo incidente, Pegram mi rispose che gli oggetti di proprietà della Ebr erano stati sequestrati da alcune banche americane per coprire i debuiti del fallimento, mentre il materiale di mia proprietà era stato portato via per errore, un semplice errore. Siccome Larry Pegram era l'uomo che aveva parlato con queste banche, gli chiesi immediatamente indietro le mie proprietà. Purtroppo non ho mai ricevuto una risposta ufficiale e da quel momento i miei partner americani hanno chiuso ogni comunicazione». La Pegram Racing ha immediatamente risposto definendo «false e diffamatorie» le parole di Quintarelli: «Lanciare accuse o colpe è inutile – sostiene il team americano – La Pegram Racing avrebbe continuato a correre in questo weekend e per il resto della stagione se non fosse stato per la bancarotta di Ebr. Solo proprietà nostre o di cui eravamo responsabili sono tornate negli Usa, ma nessun oggetto del signor Quintarelli». Sconcerto è stato espresso anche da Canepa, ormai ex pilota del team: «Non so davvero cosa dire – ha commentato – Non avrei mai immaginato che questa avventura potesse finire così. Mi sono ritrovato senza moto e senza team, senza alcun preavviso. L'unico lato positivo di questa esperienza riguarda proprio la Qb Racing, azienda che ha mostrato un atteggiamento professionale e superlativo dall'inizio alla fine».