27 febbraio 2020
Aggiornato 19:00
Calcio

Albertini: “Ben venga un Milan tutto italiano”

L’ex centrocampista rossonero parla a tutto tondo dell’attuale momento milanista ricordando anche i suoi anni da calciatore

MILANELLO - E’ stato davvero come tornare a casa, lo ha detto lui e non poteva essere altrimenti. Per oltre dieci anni Milanello è stata casa sua, logico che i ricordi e le emozioni siano intatte. Demetrio Albertini torna a Milanello in visita e l’occasione è ghiotta per ricordare anni di trionfi in maglia rossonera, ma anche per fare il punto sul Milan di oggi, lontano parente della squadra degli invincibili. «Mi auguro davvero che la ricostruzione del Milan parta da un nucleo di giovani italiani - ha detto l’ex numero 4 rossonero - e che questi nuovi giocatori capiscano la responsabilità di indossare una maglia del genere. Chi arriva oggi al Milan non deve pensare di essere arrivato in una delle squadre più gloriose del mondo, ma deve rimboccarsi le maniche e fare il possibile per riportare il Milan ai suoi livelli. Va ricreata la mentalità che avevamo noi, non festeggiare mai la singola vittoria ma aspettare il trionfo finale. Come uscire da questo momento di difficoltà? Quando noi ci trovammo in crisi nel biennio 96-98 la società aveva una programmazione, furono mandati via parecchi stranieri poco funzionali al progetto e si puntò su un’ossatura italiana (me, Ambrosini, Maldini) e su campioni esteri come Boban e Weah. Al primo anno vincemmo lo scudetto con Zaccheroni e fu una vittoria meravigliosa perché inaspettata, costruita col lavoro quotidiano e con tanti sacrifici». In questo momento al Milan sembra essere scoppiata la grana legata ad Alessio Cerci, poco utilizzato da Inzaghi nonostante la forte insistenza per portarlo in rossonero. «Cerci sarà importantissimo per questo Milan - afferma sicuro Albertini - ricordiamoci la sua storia: è un talento immenso, esploso lo scorso anno al Torino dove è maturato molto. La storia del Milan è piena di grandi campioni che in poche partite hanno iniziato a fare epoca. Mi auguro davvero che Cerci possa dimostrare ai tifosi e alla società tutto il suo talento».

STADIO DI PROPRIETA’ - E il progetto del nuovo stadio? Anche qui Demetrio Albertini ha le idee chiare: «I nostri stadi sono così vecchi che da una parte siamo anche legati alla storia che racchiudono. Io sono legatissimo a San Siro, ma la storia non può essere prospettiva e il futuro ce lo insegnano gli altri paesi europei. Avere lo stadio di proprietà è fondamentale».