20 luglio 2019
Aggiornato 11:31
Rugby

Dal 7 febbraio il Sei Nazioni

C'è fiducia ed ottimismo attorno alla nazionale italiana di rugby che si prepara a partecipare per la quindicesima volta al Sei Nazioni. Si comincia con l'Irlanda campione in carica. Brunel: «Ottimo banco di prova per i mondiali». Malagò: «Rugby apripista per Roma 2024».

ROMA - C'è fiducia ed ottimismo attorno alla nazionale italiana di rugby che si prepara a partecipare per la quindicesima volta al Sei Nazioni. Archiviato un pessimo 2014 culminato con il cucchiaio di legno per aver chiuso senza vittorie e senza gloria all'ultimo posto, gli azzurri ripartono da buone sensazioni ni test di novembre. Si comincia il 7 febbraio con l'Irlanda campione in carica. Le altre partite degli azzurri sono in programma il 14 febbraio in Inghilterra, il 28 febbraio in Scozia e poi le ultime due in casa: il 14 marzo con la Francia e il 21 marzo col Galles. Tutti i match del Torneo saranno trasmessi in diretta in HD su DMax sul digitale terrestre.

BRUNEL: BANCO DI PROVA PER I MONDIALI - «Giochiamo tre partite in casa? Sarebbe un vantaggio giocare 20 contro 15», scherza il ct Brunel. «Questa edizione del Sei Nazioni è un ottimo banco di prova in vista dei Mondiali che si disputeranno in Inghilterra e Galles a settembre. Affrontiamo Irlanda e Francia che sono inserite nel nostro girone alla World Cup. Il mio lavoro è inserito in un ciclo, quindi quello che succede durante il torneo non incide sul mio futuro».

MALAGÒ: RUGBY APRIPISTA PER ROMA 2024 - Il presidente della federugby, Alfredo Gavazzi dice: «Possiamo sognare? E' legittimo sognare tre vittorie - aggiunge Gavazzi, a margine della presentazione -. Giochiamo in casa tre match su cinque, ma scendere in campo davanti al nostro pubblico non è comunque garanzia di successo». Rugby che può fare anche da apripista alla candidatura olimpica secondo il presidente del Coni Giovanni Malagò: «Se nel 2017 vinceremo questa difficilissima corsa, lo faremo grazie anche al Sei Nazioni di rugby e a quel granello di sabbia che ha dimostrato di essere questo torneo e la nazionale di rugby in questi anni».