25 aprile 2019
Aggiornato 16:00
MotoGP

Mugello, pista più sicura in vista del GP d’Italia

Il circuito di proprietà della Ferrari ha rinnovato le vie di fuga per prepararsi alla gara del Motomondiale nel maggio prossimo. Perché tragedie come quella di Simoncelli non accadano mai più.

SCARPERIA - Per il motociclismo italiano, la sicurezza è un tema particolarmente sentito, visto che l’ultimo pilota in ordine di tempo a perdere la vita su un circuito del Motomondiale fu proprio il nostro Marco Simoncelli, nell’ottobre 2011. Poco più di un anno prima di lui, la stessa sfortuna era toccata al giapponese Shoya Tomizawa, proprio su una pista italiana, quella di Misano.  Per non parlare del dramma di Daijiro Kato, una ferita ancora aperta nel cuore degli appassionati a più di dieci anni di distanza. Tragedie che hanno portato il circus della MotoGP a rispondere con l’unico urlo possibile: «Mai più».

E le piste italiane, con questa premessa, non potevano che essere in prima fila su questo fronte. È il caso del Mugello, che si prepara ad ospitare il Gran Premio d'Italia 2015 il prossimo 31 maggio con una pista notevolmente rinnovata. I lavori, affidati allo studio Dromo, specializzato proprio nel design dei circuiti, hanno riguardato soprattutto l'ultima curva, la Bucine, dove le vie di fuga sono state ridisegnate ed aumentate per consentire una migliore frenata in caso di emergenza.

Ma anche le curve San Donato, Luco, Materassi, Casanova, Savelli, Arrabbiata 1, Scarperia e Correntaio sono state sottoposte ad una modifica complessiva delle vie di fuga, dove in alcuni casi alla ghiaia è stato sostituito l'asfalto. «Le modifiche sono il risultato di un'analisi del rischio condotta con software specifici – spiega il progettista Jarno Zaffelli – Abbiamo preso in considerazione le necessità sia delle auto che delle moto da corsa, ma anche quelle degli utenti che percorrono il tracciato con le loro vetture di tutti i giorni. Dopo aver studiato migliaia di incidenti avvenuti in tutto il mondo – prosegue – il sistema ci ha permesso di prevederne le probabili dinamiche, aiutandoci a decidere gli interventi per minimizzarne le conseguenze».

I lavori sull'autodromo di proprietà della Ferrari, che lo utilizza frequentemente per i test delle proprie vetture, hanno ricevuto il semaforo verde anche da parte della Federazione motociclistica internazionale. «Le modifiche alla curva Bucine rappresentano per noi un obiettivo centrato - dichiara l'ispettore di sicurezza della FIM, l'ex pilota italiano Franco Uncini - La MotoGP ha promosso questi lavori e anche gli interventi simili sulle altre vie di fuga, che rappresentano la giusta direzione per migliorare la sicurezza dei piloti. Il Mugello, grazie alla sua gestione, ha sempre anticipato i tempi in termini di livelli di sicurezza, rappresentando un punto di riferimento e un esempio che deve essere seguito da molti altri circuiti».