17 gennaio 2021
Aggiornato 13:00
Calcio

Da Barcellona la risposta alla crisi del calcio

Uno studio pubblicato da Marca racconta dei 112,7 milioni di euro incassati dal club blaugrana solo grazie alle cessioni dei ragazzi della cantera. Intanto in Italia, il neo presidente federale Tavecchio porterà in Consiglio le prime proposte di riforme: rose da 25 giocatori di cui 8 provenienti dal vivaio.

BARCELLONA - Mentre il calcio italiano si appresta ad una specie di rivoluzione con le proposte di rinnovamento che il nuovo presidente federale Tavecchio porterà in consiglio venerdì 12, nel resto d’Europa sembra abbiano trovato la soluzione di tutti i problemi del calcio: i vivai.

LA MASIA HA FRUTTATO 112 MLN IN 11 STAGIONI - A Barcellona ad esempio hanno iniziato a monetizzare il vivaio «La Masia» sotto l'aspetto economico. Finora, le giovanili del club azulgrana avevano contribuito a coltivare giocatori per la prima squadra, con particolare rilevanza negli ultimi anni, dove sono stati vinti tutti i titoli possibili con una formazione di partenza costituita in gran parte da giocatori provenienti dal vivaio. Ma «La Masia» sta cominciando ad essere un business, come si evince dallo studio «Informe Prime Time Sport», citato da Marca, che è stato presentato nell'ambito del Soccerex Global Convention. Negli ultimi 11 anni il Barcellona ha incassato 112,7 milioni di euro dalla vendita di giocatori formati nel settore giovanile del Barca. Una cifra importante che è aumentata nel corso degli anni. Nelle ultime due stagioni, il club ha incassato 65.9 milioni dalla vendita dei giocatori fatti in casa, cifra che rappresenta oltre il 60% delle vendite totali di queste due stagioni. I trasferimenti di Cesc e Thiago sono stati fondamentali perchè hanno portato ben 58 milioni nelle casse del club catalano che ha raggiunto poi il totale grazie a cessioni minori, che salvo nei due casi precedenti e in quello di Bojan alla Roma, non ha mai superato i 10 milioni.

ROSE DI 25 CALCIATORI E 8 DAI VIVAI - E in Italia? Venerdì 12 potrebbe iniziare la svolta nel nostro calcio. In programma c’è infatti il Consiglio Federale, all’interno del quale il neo eletto presidente Carlo Tavecchio porterà la sue prime fondamentali proposte di riforme: rose di 25 giocatori massimo, di cui 8 formati nei settori giovanili italiani, e procedure di iscrizione ai campionati uniformate a quelle per le competizioni UEFA: nessun obbligo per i quattro italiani in campo dunque, anche perchè, come confermato da Tavecchio, nei paesi Ue vale la legge della libera circolazione, principio che mal si concilierebbe con una imposizione minima di giocatori italiani.

LA CLASSIFICA EUROPEA DEI MIGLIORI VIVAI - Palliativi? Chissà, certo è che da qualche parte dovremo pur iniziare se vogliamo tentare di riassestare il nostro calcio che appare sempre più derelitto in confronto al resto d’Europa. Significativa a questo proposito è la classifica, pubblicata qualche mese fa, dei migliori vivai del vecchio continente. Al primo posto c’è la celebratissima cantera del Barcellona che, come abbiamo visto ormai produce introiti non indifferenti per le casse della società. Al secondo posto il Lione, poi il Real Madrid e via via tutte le altre. L’unico club italiano presente nella top ten è l’Atalanta, il cui celebratissimo vivaio è il fiore all’occhiello della serie A.

1. Barcellona (Spagna) : 44 giocatori (16 nel club e 28 fuori) 


2. Olympique Lione (Francia) : 31 giocatori (14 nel club e 17 fuori)

3. Real Madrid (Spagna) : 31 giocatori (7nel club e 24  fuori) 


4. Rennes (Francia) : 28 giocatori (10 nel club e 18  fuori) 


5. Arsenal (Inghilterra) : 27giocatori (10 nel club e 17  fuori) 


6. Manchester United (Inghilterra) : 25 giocatori (9 nel club e 16  fuori) 


7. Bayern Monaco (Alemania) : 23 giocatori (7 nel club e 16  fuori)

8. Stoccarda (Germania) : 22 giocatori (7 nel club e 15  fuori) 


9. Atalanta (Italia) : 22 giocatori (8 nel club e 14  fuori)

10. Athletic Bilbao (Spagna) : 22 giocatori (14 nel club e 8  fuori)