27 ottobre 2020
Aggiornato 16:30
Invasione di campo

Povero Diavolo, che pena ci fai…

Mentre Silvio Berlusconi continua a difendere il suo operato ricordando i fasti del passato, il popolo rossonero è scosso dai fantasmi di un presente che fa paura. Dov’è finita la società, invidiata in tutto il mondo?

Silvio Berlusconi continua a sproloquiare («Ho fatto diventare il Milan la squadra più titolata del mondo») ricordando i fasti di un passato di cui ormai si sono perse le tracce. Poi però c’è la strettissima attualità che descrive una realtà completamente diversa da quella dei successi trascorsi, ed il timore – giustificato - dei tifosi del Milan è che se le cose continueranno ad andare di questo passo, si farà presto a ricordare quello rossonero, come il club più disastrato al mondo.

Evidente il riferimento all’ennesimo bubbone esploso ieri pomeriggio, quando si è diffusa la notizia della rissa (o presunta tale) che avrebbe coinvolto Marco Amelia e Daniele Bonera sul pullman che riportava indietro la squadra dopo l’inaugurazione di Casa Milan.

Per dovere di cronaca, vale la pena riportare le parole di uno dei diretti interessati, persona stimabilissima e di provata serietà, il portiere rossonero Amelia, che ha utilizzato Facebook, per raccontare il suo punto di vista sulla vicenda: «Sul pullman c'è stata una discussione per il semplice motivo che, al mio invito alla squadra di scendere a salutare i tifosi presenti, qualcuno non voleva farlo, anche se poi alla fine siamo scesi tutti, come era giusto fare.
Sottolineo il fatto che io sono stato e sono sempre e solo Pro Milan, anche se nutro grande stima per Seedorf, sia come uomo che come professionista».

Apprezzabile il tentativo di minimizzare la situazione di caos che regna al Milan, ma resta il fatto che la frattura che ha spaccato in due lo spogliatoio rossonero appare fin troppo evidente e soprattutto insanabile. Da una parte i “seedorfiani“, capitanati proprio da Amelia, con Balotelli (unico italiano del gruppo), De Jong, Muntari, Mexes e pochi altri; dall’altra gli “anti-Seedorf“, tra cui appunto Daniele Bonera e tutto il gruppone degli italiani, da Abate a De Sciglio, passando per Montolivo, Abbiati e Pazzini.

Il problema per il Milan è che magari fosse solo questo. In questo caso basterebbe poco per riportare la quiete in rossonero: eliminare la fonte del problema, cioè Clarence Seedorf, evidente focolaio di discussioni interne, e ritornare a vivere in armonia e serenità a Milanello.

Invece, al di là del fatto che “licenziare il tecnico olandese“ è attualmente una delle priorità dell’amministratore delegato Galliani, restano in piedi questioni ben più gravi all’interno della società: ad esempio il conflitto, al momento una sorta di vulcano spento, ma pronto a tornare ad eruttare da un momento all’altro, tra Barbara Berlusconi ed il geometra di Monza, per nulla felice dell’insediamento della figlia del capo ai vertici del Milan.

Abbiamo più volte descritto la società Ac Milan come una creatura guidata da una sorta di essere mitologico, un Giano Bifronte, incapace di far comunicare ed andare d’accordo le sue due teste pensanti, quella di Lady B e quella di Galliani.

Con un clima da lotte di potere e di guerre intestine ai piani alti di via Aldo Rossi (sarebbe bello se bastasse una mano di vernice rossonera su un palazzetto di periferia per riportare prestigio e credibilità al Milan) è fin troppo facile intuire come si sia potuti arrivare ad una rottura così clamorosa all’interno della squadra.

In mezzo c’è lui, Silvio Berlusconi, l’unico in grado di poter riappacificare le varie fazioni in guerra, sia in società che all’interno dello spogliatoio.

Ma l’ex presidente del Consiglio è troppo impegnato a risolvere i suoi problemi personali per preoccuparsi della buriana che regna al Milan. C’è prima di tutto da pensare alla campagna elettorale, poi sarà impegnato a fare politica, poi a difendersi dai giudici, poi ad assistere i malati della Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone, dove è stato assegnato per l’affidamento in prova ai servizi sociali.

Una vita piena di impegni per Silvio Berlusconi in cui il Milan non trova più spazio. Ed è facile comprendere il motivo per cui quello che una volta era il club più titolato al mondo, rischia di diventare molto presto il club più disastrato al mondo.

Mentre i tifosi continuano a domandarsi perchè...