30 ottobre 2020
Aggiornato 13:30
Pugilato

Clemente Russo trionfa ai mondiali

Nella finalissima di 91 kg di Almaty, in Kazakistan, il 31enne casertano ha sconfitto ai punti il russo Evgeny Tishchenko con verdetto unanime da parte dei giudici

ALMATY - Clemente Russo è campione del mondo di pugilato nella categoria pesi massimi. Nella finalissima di 91 kg di Almaty, in Kazakistan, il 31enne casertano ha sconfitto ai punti il russo Evgeny Tishchenko con verdetto unanime da parte dei giudici. Per Tatanka, che nel 2012 aveva conquistato l'argento alle Olimpiadi di Londra, si tratta del secondo oro mondiale: arriva a sei anni di distanza dal primo trionfo ottenuto nel 2007 a Chicago.

IMPRESA - Quella di Russo è stata una vera impresa. Di fronte aveva un autentico colosso come Tishchenko, venti centimetri più alto di lui. Tatanka non si è fatto intimidire e si è aggiudicato il primo round grazie a una splendida combinazione destro-sinistro-destro nel finale.
Stessa musica nella seconda ripresa, aperta subito con un destro al corpo del russo e chiusa con un gancio sinistro che fa addirittura volare il paradenti all'avversario. Terza ripresa in totale controllo, con Russo che si è limitato a evitare il colpo del ko. Finisce in trionfo: Tatanka è di nuovo sul tetto del mondo.

SODDISFATTO BERGAMASCO - A dominare ad Almaty sono stati i pugili di casa, che hanno conquistato quattro dei dieci ori in palio, mentre due sono andati a Cuba, due all'Azerbaigian, uno alla Russia e uno all'Italia. Da notare che Russo è l'unico pugile dell'Europa Occidentale ad aver raggiunto il gradino più alto del podio Più che soddisfatto dei risultati della nazionale azzurra è il responsabile tecnico, Raffaele Bergamasco: «Clemente è stato immenso e ha dimostrato ancora una volta di essere un fuoriclasse - ha commentato -. Anche stavolta ha disputato un match di livello assoluto, mettendosi al collo uno strameritato oro».
«La mia gioia - ha continuato Bergamasco - non deriva solo da questo e dai due bronzi di Cammarelle e Valentino, ma dall'orgoglio di aver portato dieci favolosi ragazzi ad Almaty. Anche chi non si è messo al collo una medaglia si è comportato benissimo. Penso a Mangiacapre, che ha perso solo contro il nuovo campione del mondo Yeleussinov; penso a Cappai che, a mio parere, avrebbe meritato miglior sorte contro Veitia Soto; penso a Picardi e Parrinello, che hanno anche stavolta dato l'anima sul ring. Qui in Kazakhstan - ha concluso il tecnico azzurro - non ho visto dieci singoli boxer, ma una squadra unita e compatta. Questo è il risultato più grande che sono riuscito a ottenere».