15 luglio 2020
Aggiornato 07:00
Consiglio FIGC

Lo scudetto 2006 resta all'Inter

Delibera approvata con un solo voto contrario. Abete: «Non avrei chiesto la revoca»

ROMA - Lo scudetto 2005-2006 resta all'Inter. Lo ha stabilito il Consiglio federale della Figc, riunitosi oggi a Roma, con una delibera passata a larghissima maggioranza nella quale il Consiglio stesso si dichiara non competente a decidere sulla revoca del titolo 2006, assegnato a tavolino all'Inter nell'estate di cinque anni fa in seguito allo scandalo di Calciopoli.
Secondo quanto si apprende, la delibera sarebbe stata approvata con un solo voto contrario, quello di Dante Cudicio dell'Aiac (Associazione italiana allenatori). Si sarebbero invece astenuti il presidente della Lazio Claudio Lotito e il presidente della Lega di Serie B Andrea Abodi. Assente, infine, il presidente della Lega di Serie A Maurizio Beretta.

«Non essendo esistito un atto amministrativo sull'assegnazione dello scudetto, non poteva esserci una revoca. E comunque, a prescindere dall'esistenza o meno di un atto amministrativo, la mia proposta sarebbe stata quella di non revocare lo scudetto». Lo ha detto il presidente della Figc, Giancarlo Abete, al termine della riunione del Consiglio federale durante la quale l'organo della Figc si è dichiarato non competente sulla revoca del titolo 2006, assegnato a tavolino all'Inter nell'estate di cinque anni fa in seguito allo scandalo Calciopoli.

Abete non rinuncia a una stoccata nei confronti del club nerazzurro: «Mi sarei augurato la rinuncia alla prescrizione da parte dell'Inter - dice -. L'etica non è mai andata in prescrizione, noi ci siamo attenuti alle regole vigenti. Se le norme sono tali da non soddisfare qualcuno ci può stare. Comprendo la complessità delle situazioni e l'importanza delle tifoserie. Credo che più chiarezza di questa non ci sia. Si è cercato di garantire pari dignità e pari trattamento per tutti, nel rispetto di tutte le tifoserie. C'è grande rispetto nei confronti di grandi club come Juve e Inter, che sono il patrimonio del calcio italiano, ma poi ognuno deve svolgere il proprio ruolo».

Infine, sull'eventuale ricorso della Juventus, il presidente federale non si mostra preoccupato: «Non credo che la strada dei tribunali sia la scelta migliore, ma la rispetto. La credibilità del sistema è legata al rispetto delle regole».