23 maggio 2024
Aggiornato 02:30
Formula 1

Webber: Vettel e io non siamo nemici

L'australiano: «Tutto chiarito in Red Bull. La preferenza del teamandrà chi è davanti nel Mondiale»

LONDRA - Mark Webber fa pace con la Red Bull e con il compagno di squadra Sebastian Vettel. «Non siamo nemici». Dopo la vittoria di una settimana fa al Gran Premio di Gran Bretagna, il pilota australiano si era lamentato nei confronti del team per il trattamento di favore ricevuto dal tedesco, sulla monoposto del quale era stato montato l'alettone di nuovo disegno prima delle qualifiche.

TRATTAMENTO - Dopo la gara Webber si disse pentito di avere rinnovato il contratto con la squadra, visto il diverso trattamento ricevuto. «Il mio disappunto dopo le qualifiche è andato avanti fino alla domenica semplicemente perché ogni pilota vorrebbe essere sempre messo nelle migliori condizioni», dice Webber. «Sulla monoposto di Vettel è stato montato un nuovo alettone anteriore e fino a sabato sera nessuno mi ha spiegato niente. Posso capire che un team decida di concentrarsi di più su un pilota rispetto all'altro se fra i due c'é grossa differenza di punti nel campionato o se non ci sono sufficienti risorse per entrambi». E non è il caso della Red Bull, visto che Webber precede Vettel nel Mondiale piloti: l'australiano è infatti terzo con 128 punti a +7 sul tedesco. Davanti a tutti ci suono i due inglesi della McLaren-Mercedes, Lewis Hamilton (145) e Jenson Button (133).

TUTTO CHIARITO - Dopo lo sfogo di domenica, Webber ha avuto modo di chiarire la sua posizione con il capo della scuderia Christian Horner direttamente in fabbrica, a Milton Keynes. Alla fine del confronto, Webber ha spiegato che i problemi sono stati messi alle spalle. «Abbiamo chiarito la situazione», dice l'australiano. «Abbiamo messo in chiaro che se una situazione del genere dovesse riproporsi, verrà data la precedenza al pilota avanti in classifica». Il commento fatto alla radio dopo la vittoria a Silverstone, «non male per un numero 2sec., ha però lasciato interdetti gli altri membri del team. «Solo un esempio di sarcasmo australiano...», scherza Webber. «Sono cose che si dicono a caldo, ma probabilmente avrei dovuto evitare: Senza dimenticarci però che la F1 è un'arena e che la competizione è altissima, emozioni e adrenalina non mancano. Poi si è trattato di una vittoria molto speciale, in casa della Red Bull e quasi anche a casa mia, visto che vivo a 40 km dal circuito. La Gran Bretagna e quella contea sono casa mia d 15 anni».

SANA RIVALITÀ - La relazione con Vettel, anche di questo si è parlato con Horner, tornerà nei binari di una sana rivalità interna. «Il rispetto che c'é fra tutti i membri della squadra si estende anche ai piloti», dice Webber. «So benissimo di avere un compagno di squadra molto forte e le cose vanno benissimo così. Seba e io non siamo nemici, siamo semplicemente due piloti che inseguono il massimo obiettivo cercando di dare il massimo in ogni occasione. Vogliamo fare il massimo per noi stessi e per il team. Nei meeting ci scambiamo le informazioni utili per lo sviluppo e i miglioramenti dell'auto».