18 giugno 2021
Aggiornato 17:00
Mondiali | Il flop della Francia

Domenech in parlamento: colpa della stampa

I Deputati delusi chiedono l'epurazione dalla FFF per il CT francese: «Audizione poco dignitosa»

PARIGI - Raymond Domenech ha rifiutato di assumersi responsabilità per il fallimento della Francia ai Mondiali e nel corso dell'audizione di fronte alla commissione parlamentare per gli Affari Culturali non ha fornito spiegazioni concrete per l'eliminazione dei Bleus nella prima fase del torneo iridato, limitandosi ad accusare la stampa. Lo hanno riferito alcuni deputati presenti alla riunione odierna, cui ha preso parte anche il presidente della federcalcio francese Jean Pierre Escalettes. Domenech, prossimo al ritiro, nel corso dell'audizione ha tentato di accusare la stampa puntando l'indice in particolare contro il quotidiano sportivo L'Equipe, per la prima pagina costruita sugli insulti che il Ct ha incassato dall'attaccante Nicolas Anelka all'intervallo del match con il Messico. «Domenech dice soltanto una cosa: che la colpa è della stampa», ha spiegato il deputato Bernard Debré.

Jean Francois Copé, parlamentare dell'Unione per un Movimento Popolare, ha definito «non molto dignitosa» la presa di posizione del Ct uscente: «E' stata una seduta un po' triste», ha spiegato Copé, «sono emerse diverse disfunzioni del direttivo e del management». Il deputato ha auspicato una «modernizzazione generale dei vertici» della federcalcio parigina. Escalettes, che in settimana dovrebbe dimettersi, lasciando l'audizione ha affermato che Domenech, dopo l'ultimo match perso con il Sudafrica, ha rifiutato la stretta di mano al commissario tecnico avversario, Carlos Alberto Parreira, per le dichiarazioni che il selezionatore dei Bafana Bafana aveva fatto circa il fallo di mano di Thierry Henry che permise alla Francia di vincere il decisivo spareggio con l'Irlanda, valido per la qualificazione alla fase finale della Coppa del Mondo.

L'audizione odierna si è tenuta a dispetto del monito lanciato dal presidente della Fifa, Sepp Blatter, circa il divieto di ingerenze da parte dei governi negli affari delle singole federazioni nazionali. Blatter ha ricordato come la violazione dei criteri di indipendenza delle autorità sportive comporti normalmente la sospensione delle stesse federazioni. «Il ruolo della Fifa non contempla minacce ai parlamentari francesi», ha replicato oggi il deputato Eric Ciotti, «noi siamo una democrazia e i parlamentari hanno il diritto di ascoltare chi vogliono». Dello stesso parere Jacques Remiller: «Qui non si tratta soltanto di calcio. Qui si tratta della Francia», ha sottolineato, «in gioco c'è il nostro onore».

Remiller ha definito «tutt'altro che convincente» l'audizione di Domenech e di Escalettes suggerendo una vera e propria epurazione nel Palazzo della tripla effe: «Ci dovrebbero essere più dimissioni perché i problemi hanno radici più profonde», ha affermato il parlamentare. Domenech non ha rilasciato dichiarazioni: al termine dell'incontro con la commissione il Ct uscente, prossimo a lasciare il timone dei Bleus a Laurent Blanc, ha evitato i cronisti lasciando la sala da una uscita secondaria.