7 giugno 2020
Aggiornato 02:00
Dopo le polemiche di domenica

Mourinho alla Sensi: esigo rispetto per l'Inter

L'allenatore nerazzurro: «Se c'è un problema tra tifoserie non è un problema mio»

MILANO - «Non chiedo rispetto. Esigo rispetto per la mia squadra». Il tecnico dell'Inter, Josè Mourinho, sgombera il campo dai dubbi dopo le polemiche scaturite dopo la vittoria sulla Lazio domenica scorso all'Olimpico. «Abbiamo rischiato Snejider che non giocherà domani e abbiamo perso Lucio. Abbiamo messo tutto in campo», spiega il portoghese che alla vigilia della finale di Tim Cup all'Olimpico manda una frecciata anche al presidente della Roma, Rosella Sensi che aveva etichettato come «vergognoso» il match dell'Olimpico.

«E' una vergogna rubare. Chi ha la fortuna di nascere in una culla d'oro, deve rispettare chi lavora. Il mio staff ed io siamo arrivati qui lottando per tutta la vita. Se l'Inter arriva in finale di Coppa Italia, finale di Champions e a lottare per il campionato esigo rispetto. Alla signora, alla dottoressa, dico di rispettare la mia squadra».

A chi ha messo in dubbio la regolarità della vittoria nerazzurra contro una arrendevole Lazio, Mourinho risponde dal suo punto di vista: «Ho vinto 5 campionati e non ho mai vinto con difficoltà. Ho sempre detto che un giorno avrei voluto la pressione di lottare fino alla fine. Mi sbagliavo: è molto più bello vincere con 20 punti di vantaggio, 5-6 giornate prima della fine». Domenica è stata per il tecnico «una giornata difficile. Sapevo che se non avessi vinto, avrei perso il campionato. Mentre gli altri prendevano il sole che c'è spesso a Roma, noi eravamo a Barcellona per una guerra di Champions. Siamo venuti qui senza sapere che giocatori avevamo a disposizione. Ho vissuto una giornata sotto pressione», aggiunge.

Mourinho non entra nel merito sull'atteggiamento della formazione e della tifoseria biancoceleste . «La rivalità tra tifoserie esiste in tutto il mondo. Ma se c'è un problema tra tifoserie non è un problema mio. I miei giocatori a Roma hanno fatto una partita come tutte le altre con una pressione extra di dover giocare ogni tre giorni. Noi giochiamo almeno dieci partite in più di tutte le altre squadre». Domani la finale si disputerà all'Olimpico e a consegnare il trofeo ai vincitori sarà il presidente del Senato Renato Schifani.

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