15 novembre 2019
Aggiornato 05:30
Vancouver 2010

Delusione «gigante» per lo sci azzurro

Kostner settima. La pattinatrice azzurra ha esordito nel programma corto

VANCOUVER - La delusione è «gigante» per l'Italia dopo la gara maschile tra i pali larghi alle Olimpiadi di Vancouver. Nella prima manche la prestazioni insufficienti di Davide Simocelli, Manfred Moelgg ed Alexander Ploner hanno subito affievolito le speranze azzurre rimaste attaccate al quarto posto di Max Blardone. Dopo la prima prova sulla pista Dave Murray di Whistler i primi cinque erano racchiusi in 21 centesimi di secondo. Nella seconda manche però il piemontese manda al cancelletto di partenza la brutta copia di sè stesso chiudendo all'undicesimo posto. Incolore la prova complessiva degli azzurri con Alexander Ploner, 20mo nella prima manche, che ha concluso al 18mo posto mentre Davide Simoncelli, 17mo nella prima, si è classificato 19mo. Più staccato Manfred Moelgg che ha chiuso al 22mo posto.

Oro allo svizzero Carlo Janka, secondo in coppa del mondo, che conferma di essere un talento assoluto. Argento al norvegese Kjetil Jansrud, emergente, davanti al connazionale Aksel Lund Svindal alla sua terza medaglia olimpica in terra canadese dopo l'oro in super-G e l'argento in discesa. Per lo sci italiano maschile continua il digiuno che dura dal 1994, quando a Lillehammer Alberto Tomba conquistò l'argento in speciale.

«Su questa neve e su questo pendio noi facciamo un altro sport», ha sentenziato il ct Claudio Ravetto. «Per dire la verità mi sono stupito di come fosse riuscito Max Blardone a fare una così buona manche nella prima. Janka è l'unico vero campione che riesce a vincere sia sul ripido ghiacciato di val d'Isère che sul piatto umido di Whistler. Tutti gli altri hanno caratteristiche che sia adattano più o meno a un certo tipo di tracciati. Qualcuno potrebbe chiedersi: ma non si possono cambiare le caratteristiche degli atleti? La risposta purtroppo è no. Questi sono i gigantisti migliori che abbiamo in Italia, atleti bravi e preparati, che hanno qualche limite. Per avere gigantisti diversi bisogna aspettare una nuova generazione».

Blardone ha pagato a caro prezzo l'incertezza alla seconda porta della seconda manche: «Dopo quell'errore sono arrivato molto lento alla fine del piano, perdendo molto tempo. Da lì in poi, pensavo di aver sciato bene, senza errori, ma evidentemente la mia sciata non era così veloce ed ho preso distacco. Peccato, ero partito con la convinzione di poter fare un bel risultato oggi». Per Simoncelli la debacle azzurra si spiega con il fatto che «la nostra squadra soffre questo genere di neve e questo tipo di pendio. Su un altro tipo di piste siamo noi a dettare legge, qui a Whistler le prendiamo. Non si tratta di una questione mentale, né bisogna cercare altre spiegazioni. Si tratta di caratteristiche tecniche».

Carolina Kostener ha debuttato sul ghiaccio del Pacific Coliseum chiudendo al settimo posto (63.02) nel programma corto. Per la pattinatrice di bolzano una piccola sbavatura all'inizione sul lutz, ma la consapevolezza di aver «un programma molto bello e pulito». Al comando c'è la coreana Yu-Na Kim (78.50) davanti alla giapponese Mao Asada (73.78) e alla canadese Joannie Rochette, colpita qualche giorno fa dalla morte della madre (71.36). Distacci colmabili per la Kostner che è pronta ad «andare all'attacco» nel programma libero dove «può cambiare tutto, perchè la gara non è finita». «Voglio assolutamente recuperare, i distacchi non sono enormi e io punto al massimo. Poi accetterò qualsiasi risultato», in fondo non ha nulla da perdere. (segue)