19 marzo 2019
Aggiornato 04:30

SLA, un farmaco a base di cannabis riduce gli spasmi

Scienziati scoprono che un farmaco a base di cannabis è attivo nel ridurre la spasticità, e altri sintomi, nei pazienti con SLA, la sclerosi laterale amiotrofica e malattie dei motoneuroni

Sla e malattie dei motoneuroni
Sla e malattie dei motoneuroni Adobe Stock

La SLA, ossia la sclerosi laterale amiotrofica, tra i tanti seri problemi che causa ci sono anche gli spasmi, una componente non da poco per chi purtroppo soffre di questa terribile malattia. La ricerca è sempre impegnata nel cercare una soluzione o, meglio ancora, una cura – che a oggi non esiste. Tuttavia, per quanto riguarda la spasticità c’è una buona notizia: un team di medici e ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e dell’Università Vita-Salute San Raffaele, guidati da Giancarlo Comi, direttore dell’Istituto di Neurologia Sperimentale (INSPE) e coordinatore dell’area neurologica hanno scoperto che un farmaco cannabinoide – ossia a base di cannabis – è in grado proprio di ridurre gli spasmi provocati dalle malattie del motoneurone (MND), come la SLA, e anche altri sintomi correlati.

Da poco approvata

La terapia a base di derivati della Cannabis Sativa è da poco stata approvata per il trattamento della spasticità nella sclerosi multipla. Questa terapia è stata testata dai ricercatori italiani nel caso di SLA in uno studio multicentrico pubblicato sulla prestigiosa rivista Lancet Neurology. La ricerca è stata resa possibile grazie al sostegno della Fondazione Italiana di Ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotrofica (AriSLA).

Lo studio

Per questo studio, i ricercatori hanno reclutato 59 pazienti con più di 18 anni d’età affetti da Malattie del motoneurone (MND) che presentavano evidenti sintomi di spasticità. I partecipanti sono poi stati suddivisi a caso (random), e con il metodo doppio cieco, in due gruppi. Gli appartenenti al primo gruppo sono stati trattati con nabiximols, un estratto della Cannabis Sativa, mentre quelli del secondo gruppo (di controllo) sono stati trattati con un placebo.

I risultati

«Dopo 6 settimane di trattamento abbiamo rilevato nei pazienti trattati con il farmaco cannabinoide un miglioramento significativo dei sintomi correlati alla spasticità rispetto ai pazienti trattati con placebo - ha spiegato nella nota del San Raffaele il dottor Nilo Riva, neurologo e primo autore, che ha condotto lo studio insieme a Mauro Comola presso l’Ospedale San Raffaele. - Il risultato positivo di questa sperimentazione clinica deriva non solo dalla dimostrata efficacia di questa associazione di cannabinoidi, ma anche dal buon profilo di sicurezza e tollerabilità che è fondamentale».

Rallentare la perdita delle capacità motorie

«L’impiego di farmaci derivati dalla cannabis per queste patologie è ancora più interessante – si legge nella nota del San Raffaele – visti i risultati di alcune ricerche recenti svolte sul modello animale della SLA, secondo cui i cannabinoidi sarebbero in grado di rallentare la perdita delle capacità motorie e aumentare la sopravvivenza degli animali trattati, agendo quindi in funzione neuroprotettiva. Occorrono tuttavia ulteriori studi per testare l’ipotesi neuroprotettiva anche in ambito clinico».

Le malattie del motoneurone

«Queste sono patologie caratterizzate da una degenerazione precoce dei cosiddetti motoneuroni, i neuroni responsabili del movimento, localizzati a livello della corteccia cerebrale, del tronco encefalico e nel midollo spinale - prosegue la nota del San Raffaele. - Quando i motoneuroni sono danneggiati i movimenti diventano progressivamente difficoltosi: in seguito alla degenerazione dei motoneuroni corticali può comparire rigidità muscolare progressiva, mentre a seguito della perdita dei motoneuroni spinali la massa muscolare si riduce. Tra le malattie del motoneurone, che costituiscono un gruppo eterogeneo di patologie, la più conosciuta e aggressiva è la sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Nonostante i risultati promettenti di molte ricerche, le cause di queste patologie restano ancora sconosciute e i farmaci ad azione neuro-protettiva a oggi disponibili hanno dimostrato di avere effetti marginali sull’evoluzione della malattia. Pertanto, le cure dei pazienti affetti da MND sono rivolte ad alleviare alcuni sintomi con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita dei pazienti. Tra i sintomi più comuni e invalidanti troviamo la spasticità. Ciò nonostante, fino a oggi, il trattamento della spasticità nei pazienti affetti da SLA e altre malattie del motoneurone non è mai stato oggetto di studi sistematici».