18 dicembre 2018
Aggiornato 21:00

L’esercito «hackera» gli insetti per diffondere il DNA di alcuni virus. Perchè lo sta facendo?

Ecco il motivo per cui il DARPA, il braccio destro dell’esercito americano, sta modificando geneticamente gli insetti per diffondere alcuni virus. Qual è il vero scopo?

L'esercito americano vuole diffondere virus attraverso gli insetti, perchè?
L'esercito americano vuole diffondere virus attraverso gli insetti, perchè? (Pressmaster | Shutterstock)

Cosa potrebbe accadere se qualcuno avesse la possibilità di veicolare pericolosi virus attraverso semplici insetti? Probabilmente la maggior parte di noi verrebbe contagiato e in breve tempo si assisterebbe alla decimazione di un’intera popolazione. Ma il lato peggiore è che se il tutto sfuggisse di mano anche agli stessi ideatori, l’intera umanità potrebbe essere in pericolo. Per ora non esiste niente di tutto ciò ma c’è chi ritiene che l’esercito americano stia progettando modifiche genetiche agli insetti, il che si potrebbe trasformare in un’arma biologica che provocherebbe una distruzione di massa, magari anche solo per causare una terribile carestia. Verità o fantasia? Ecco cosa (e quanto ne sappiamo) al momento di un nuovo programma del DARPA.

Idee del Darpa
La Defense Advanced Research Projects Agency, altrimenti conosciuta come Darpa, è un'agenzia governativa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti che ha il compito di sviluppare nuove tecnologie per uso militare. Proprio a tale agenzia sembra essere venuta un’idea tanto tecnologica quanto inquietante: hackerare insetti con DNA virale. L’idea iniziale, ci teniamo a sottolinearlo, non è quella di eliminare l’umanità dalla faccia della terra – come alcuni complottisti potrebbero pensare. Ma fare esattamente l’opposto: aiutare le persone a vivere meglio.

Un problema di agricoltura?
Sappiamo che parte dell’economia e della salvezza di questo pianeta – e dei relativi abitanti – dipendono dall’agricoltura. Se un tempo ottenere colture più resistenti alle malattie necessitava di un processo lungo incrociando due tipi di vegetali simili, ora grazie ai genetisti Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna abbiamo a disposizione l’eccezionale tecnica CRISPR-Cas9, una sorta di forbice molecolare che può dar luogo a piante che producono alimenti resistenti alle malattie e senz’altro più gradevoli al palato. D’altro canto, il Darpa sembra aver sfoderato un’idea ancor migliore: insetti modificati geneticamente verranno utilizzati per rilasciare molecole direttamente sulle piante. Se l’idea è per certi aspetti brillante, dall’altra parte molti biologi stanno sollevando problemi etici considerando un alto rischio sulla biosicurezza. In pratica da molecole salva piante la sperimentazione potrebbe trasformarsi in una pericolosa arma biologica.

47 milioni di dollari
Il programma del DARPA è stato ribattezzato con il nome di Insect Allies (insetti alleati) e ha richiesto l’utilizzo di ben 47 milioni di dollari per condurre le prime sperimentazioni. Al di là dei problemi etici che alcuni hanno posto, l’idea dell’esercito non è niente male: se un contadino ha un problema con il suo raccolto – è stato attaccato, per esempio, dalle locuste – può acquistare una determinata quantità di insetti che attaccheranno, a loro volta, le piante. A differenza delle locuste, però, gli insetti acquistati trasmetteranno un virus all’intera coltura che allontanerà proprio le locuste e le piante saranno finalmente salve. Se poi il problema diventa, per ipotesi, l’eccesso di acqua piovana, niente paura: si potranno comprare – per esempio – afidi che iniettano virus che donano resistenza all’elevata umidità.

Ma c’è chi lo ritiene pericoloso
Secondo Guy Reeves, biologo dell'istituto Max Planck, la sperimentazione del DARPA desta particolari preoccupazioni per quando riguarda lo sfruttamento negativo delle biotecnologie. «Quando guardi ogni singolo passaggio per metterlo in pratica nell’agricoltura, è sempre più facile trasformarlo in un'arma», spiega Reeves. «E' molto più facile uccidere o sterilizzare una pianta usando l'editing genetico piuttosto che usare un erbicida o renderlo resistente agli insetti». Secondo lo scienziato, la stessa tecnologia potrebbe essere molto più facilmente utilizzata per danneggiare o eliminare un raccolto in modo surrettizio. Per esempio, potrebbe accadere nel momento in cui un leader dispotico di una nazione intendesse danneggiare i raccolti di uno stato nemico lontano. Potrebbe, in questo caso, ordinare degli insetti che infettano tutte le piante facendole diventare sterili o impedendo che producano frutti. «Ma solo quando ri-pianterebbero gli stessi semi l'anno successivo si accorgerebbero del problema», spiega Reeves.

Misure di sicurezza
D’altro canto Darpa ha già pensato a tutte le misure di sicurezza che bisognerebbe adottare: utilizzare gli insetti solo nelle serre – per evitare che vadano anche in colture lontane – e non permettere la loro sopravvivenza per oltre 15 giorni. In questo modo non riuscirebbero a riprodursi.

Piante OGM
Un altro aspetto che preoccupa molte persone è come dovrebbero essere considerate queste piante. Siccome bisogna comunicare la presenza di un cibo OGM, come bisogna comportarsi in questo caso? I semi probabilmente non sono geneticamente modificati, ma una volta intervenuti gli insetti hanno assistito a una modifica del DNA. Avremo quindi la maggior parte delle piante OGM nel piatto? Anche all’insaputa delle persone che sono contro questo genere di prodotti? Ma Bake Bextine, responsabile del programma Darpa che gestisce il programma Insect Allies, afferma di conoscere alla perfezione la regolamentazione europea (e non solo). «Siamo stati in contatto tutto il tempo», spiega. Inoltre, Bextine è in contatto anche con il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, l'Agenzia per la protezione ambientale e la Food and Drugs Administration. «La questione abbastanza ovvia se i virus selezionati per lo sviluppo dovrebbero o non dovrebbero essere in grado di trasmettere le modifiche da pianta a pianta - e la trasmissione da pianta a insetto in un’altra pianta - non è stata ancora affrontata nel piano di lavoro di Darpa». D’altro canto, alcuni sostengono che il programma «insetti alleati» violerebbe la convenzione sulle armi biologiche (BWC). La BWC vieta lo sviluppo di agenti biologici «di tipi e in quantità che non giustificano fini profilattici, protettivi o altri scopi pacifici».

Bisogna giustificarne l’interesse
«A causa dell'ampio divieto della Convenzione sulle Armi Biologiche, qualsiasi ricerca di interesse biologico deve essere plausibilmente giustificata con scopi pacifici», spiega la professoressa Silja Voeneky, specialista in diritto internazionale all'Università di Friburgo. «Il programma, quindi, potrebbe essere considerato come una violazione sulla Convenzione delle armi biologiche, se le motivazioni presentate da Darpa non saranno ritenute plausibili. Questo è particolarmente vero considerando che questo tipo di tecnologia potrebbe essere facilmente utilizzato per mettere in atto una vera e propria guerra biologica». Ma Bextine risponde a questi dubbi in maniera forte e chiara: «Non stiamo sviluppando armi biologiche. Qualsiasi tecnologia rivoluzionaria può essere usata per un duplice scopo». Il programma intende solo migliorare l’agricoltura, tutto il resto sono solo illazioni. «La sicurezza alimentare è la sicurezza nazionale. Il nostro scopo è solo quello di garantire il corretto approvvigionamento di cibo», conclude Bextine.