19 novembre 2019
Aggiornato 14:00
Vittime di paralisi

Uomo colpito da paralisi torna a camminare. Non è un miracolo ma una sorprendente tecnica medica

Una nuova tecnica che ha permesso a un paraplegico di camminare dopo tanti anni. Ecco tutti i dettagli della straordinaria vicenda

Uomo di 29 anni torna a camminare dopo essere stato paralizzato per cinque anni
Uomo di 29 anni torna a camminare dopo essere stato paralizzato per cinque anni Shutterstock

Una storia tragica finita in maniera inaspettata, ma decisamente positiva. Stiamo parlando di un giovane di 29 anni che cinque anni fa fu vittima di un violento incidente mentre si trovava nella sua motoslitta. Inutile dire che da quel momento in poi tutta la sua vita non ha fatto altro che cambiare: non poteva muovere un singolo muscolo delle sue gambe. Ma mai avrebbe immaginato che un giorno, improvvisamente, avrebbe potuto ancora provare il piacere di camminare. Non si può gridare al miracolo – nel senso stretto del termine – ma certo è che la cura a cui è stato sottoposto ha qualcosa di prodigioso.

Scollegamento dei circuiti cerebrali
Quando si subisce una lesione molto grave del midollo spinale vengono sconnessi i centri cerebrali superiori che sono in grado di guidare il movimento muscolare che si trova al di sotto della lesione. Ed è così che nasce la paralisi. Ma grazie alla partecipazione di un trial clinico condotto negli Stati Uniti presso la Mayo Clinic di Rochester, il ventinovenne Jered Chinnock ha di nuovo potuto sperimentare il piacere di camminare.

Chi aiuta i paraplegici?
Purtroppo chi subisce danni di questo genere ha poche opzioni. Spesso anche gli interventi chirurgici d’avanguardia non sono sufficienti. «Fino a oggi, non abbiamo avuto alcun trattamento efficace per una persona con danni spinali completi, come nel caso del paziente della Mayo Clinic», spiega Manuel Murie, presidente della Neuroriabilitation Society.

Terapia fisica più elettrostimolazione
Ma grazie alle nuove ricerche in questo campo probabilmente molte vittime di paralisi potranno tornare a camminare. E tutto questo sarà possibile grazie alle continue sperimentazioni di un team di ricercatori dell'Università della California di Los Angeles (UCLA) e della Mayo Clinic. Gli studi sono infatti riusciti a dimostrare come sia possibile superare l'assenza di segnali cerebrali per guidare i movimenti, per mezzo di una combinazione di elettrostimolazione e terapia fisica.

Il caso di Jered
Il giovane Jered si era candidato allo studio ben due anni fa. Per cinque anni non è stato in grado di muoversi a causa di una lesione che ha coinvolto persino le vertebre toraciche. «Gli era stata diagnosticata una completa perdita di funzionalità al di sotto della lesione del midollo spinale, il che significa che non poteva muoversi o sentire nell'area colpita», spiegano gli autori della ricerca. Durante la sperimentazione il ragazzo ha partecipato a un programma di terapia fisica per 22 settimane, dopodiché il team guidato dal professor Kendal Lee gli ha impiantato chirurgicamente un elettrodo posizionato nello spazio epidurale. Ovvero nella parte più esterna del canale spinale, appena al di sotto della lesione.

Comunicazione wireless
Il tutto è dotato di una tecnologia che è allo stesso tempo sia semplice che avanzatissima: «l'elettrodo è collegato a un dispositivo che genera impulsi elettrici sotto la pelle dell'addome e comunica in modalità wireless con un controller esterno», spiegano i medici. La stimolazione elettrica del midollo spinale ha un potenziale terapeutico perché facilita le contrazioni dei muscolari volontari. Dispositivi simili tuttavia, necessitano dell’autorizzazione dell'American Medicines Agency (FDA).

L’intervento in pratica
In sintesi, il paziente è stato sottoposto sia a sessioni di riabilitazione che elettrostimolazione spinale. Quindi mentre gli impulsi elettrici vengono continuamente regolati, i fisioterapisti aiutano il paziente a muovere i muscoli in maniera specifica. «Con questi impulsi elettrici si possono mimare i segnali del cervello che inviano un input naturale ai muscoli per compiere movimenti volontari».

I traguardi di Jered
Dopo 43 settimane e 113 sedute di intensa terapia fisica abbinata all’elettrostimolazione spinale, Jered è riuscito a percorre una distanza di 102 metri, 331 gradini a una velocità media di 0,20 metri al secondo e 16 minuti a piedi con un tutore. Inoltre, con il passare dei giorni e delle settimane, il paziente ha smesso di usare l'imbracatura. «La combinazione di elettrostimolazione e riabilitazione ha permesso ai neuroni di ricevere il segnale e muoversi», spiega Kristin Zhao. «Questo dimostra che le reti di neuroni che si trovano al di sotto di una lesione del midollo spinale possono ancora funzionare dopo la paralisi», commenta il professor Lee.

Un percorso di speranza
Purtroppo, al momento, non tutte le persone potranno accedere a questo genere di cure trattandosi, al momento, di un percorso sperimentale. «Ciò che questo lavoro mostra è un percorso di speranza. I progressi che si stanno svolgendo nel campo della robotica, neuroprotesi, elettrostimolazione e anche le cellule staminali alla fine convergono in modo che in futuro potrebbe dare risultati positivi», ha dichiarato Angelo Gil, capo della riabilitazione del National Hospital per paraplegici di Toledo. Dello stesso avviso è Murie, il quale ritiene che nei prossimi 15 anni assisteremo a una vera e propria rivoluzione in questo campo. Oggi, infatti, stiamo ottenendo risultati che prima erano impensabili. Ora il prossimo passo è «replicare le conclusioni in un gruppo di pazienti per vedere quanti potrebbero beneficiare delle cure ed escludere che il risultato sia stato qualcosa di occasionale». I risultati della sperimentazione sono stati pubblicati su Nature Medicine.