26 gennaio 2020
Aggiornato 14:00
Malattie infettive che tornano

Morbillo, è boom di casi in Europa: 41.000 nei primi sei mesi del 2018

L’allarme dell'Oms sull'epidemia di morbillo. In testa alla classifica di casi l’Ucraina, e l’Italia è tra i sette peggiori Paesi

Altro che eradicazione delle malattie infettive, il morbillo è più vivo che mai. Secondo gli esperti, il problema è dovuto alla disaffezione da parte di molte persone alla vaccinazione – sempre più avversata negli ultimi anni da parte dei cosiddetti No vax. Quale che sia il motivo, in ogni caso, è ormai più che evidente che si tratta di una vera a propria emergenza morbillo, con ben 41mila casi in Europa soltanto nei primi 6 mesi del 2018, anno che peraltro deve ancora finire.

L’allarme dell’OMS
A lanciare il monito sull’emergenza morbillo è la stessa Organizzazione Mondiale della Sanita (OMS o WHO), facendo sapere che in questi primi 6 mesi ci sono stati più casi di quelli registrati in un qualsiasi intero anno dell’ultimo decennio – un dato preoccupante. Nella classifica negativa dei casi di contagio da morbillo, a guidarla c’è l’Ucraina con 23mila persone che hanno contratto il virus. E l’Italia non brilla per meriti, dato che si piazza tra i 7 Paesi (su 53) in cui si sono superati i mille casi di contagi.

Dov’è finita l’immunità?
Secondo quanto riportato nel bollettino della European Regional Verification Commission for Measles and Rubella Elimination, pubblicato ieri, l’immunità è andata perduta, dato che i numeri indicano che i casi di morbillo sono in costante aumento dal 2016, anno in cui si è registrato un record negativo con 5.273 casi. Ma, tra il 2010 e il 2017 il record di casi si è avuto proprio lo scorso anno, con 23.927 persone colpite dalla malattia. Record che, come visto, è già stato ampiamente superato nei primi mesi di quest’anno.

I sette tutt’altro che magnifici
Dei 53 Paesi presi in esame dall’OMS, sono dunque 7 quelli che hanno già superato i mille casi nei primi 6 mesi del 2018. Tra questi figurano Italia, Francia, Serbia, Grecia, Russia, Georgia e Ucraina. In ognuno di questi Paesi si sono registrati dei casi di morte: dall’inizio dell’anno sono stati 34 in totale.

Un drammatico aumento dei contagi
«Dopo il minimo negativo toccato nel 2016 - spiega Zsuzsanna Jakab, Direttore regionale per l'Europa - abbiamo visto un drammatico aumento nelle infezioni e nei focolai. Chiediamo a tutti i Paesi di implementare immediatamente misure ampie e appropriate al contesto per diminuire la diffusione di questa malattia. Una buona salute per tutti parte dalla vaccinazione, e finché non elimineremo il virus non riusciremo a tener fede agli impegni per gli obiettivi di sviluppo sostenibile». Secondo il documento dell’Autorità, su 53 sono 43 gli Stati membri che hanno interrotto la trasmissione endemica del morbillo, mentre 42 lo hanno fatto per la rosolia. I rappresentanti di tutti i Paesi, si legge ancora nel comunicato dell’OMS, si incontreranno a Roma dal 17 al 20 settembre 2018 per discutere dei possibili progressi verso l’eradicazione di questa malattia.