20 ottobre 2018
Aggiornato 20:37

Studente fa il giardiniere per guadagnare soldi e si ustiona gravemente il volto a causa di una pianta molto comune

Una pianta comune che poche persone sanno essere altamente tossica. Può causare gravi ustioni e ulcere
Pance di Montegazza
Pance di Montegazza (Andrii Zhezhera | Shutterstock)

Sono molti gli studenti che fanno qualche lavoretto di tanto in tanto per racimolare un po’ di denaro. Ed è proprio ciò che ha fatto, poco tempo fa, un ragazzo di nome Alex. La sua idea era quella di fare alcuni lavori di giardinaggio durante la stagione estiva. Tuttavia, si è scontrato con una pianta abbastanza comune – anche in Italia – di nome Heracleum. Forse pochi di voi la conoscono con questo appellativo ma è un’ombrellifera molto simile ad altre sue cugine come l’Angelica, il Carvi e la Carota selvatica. Incappare nell’Heraclemu, però, non è affatto indolore e spesso si possono accusare sintomi così gravi da richiedere un intervento al pronto soccorso.

Ustioni da piante
Il suo nome è Alex Childress, vive da tempo in Virginia e la sua idea era quelle di mettere un po’ di soldi da parte per l’università. Dopo aver svolto alcuni lavori di giardinaggio, tuttavia, si è reso conto che la sua pelle stava cambiando e iniziava a bruciare fortemente. «Lavoravamo al di fuori di una fabbrica e ho tagliato un cespuglio, quando questo è caduto e mi ha toccato la faccia. Inizialmente non ci ho fatto più di tanto caso perché mi accade spesso», ha spiegato Childress. Solo dopo breve tempo si è accorto che volto e braccia erano totalmente ustionate.

Corsa al pronto soccorso
La pelle di Alex sembrava essere totalmente ustionata e per questo motivo è stato portato con urgenza al pronto soccorso. Il personale sanitario gli ha detto di fare una doccia della durata di un’ora e mezza, dopodiché lo ha tenuto in una stanza d’ospedale per due giorni con la luce spenta. La linfa della pianta – che ha colpito la pelle di Alex – è infatti altamente fototossica. Se veniva esposta ai raggi solari o UV, poi diventava ancor più pericolosa. «I prodotti chimici nella linfa possono causare fotodermatite o fotosensibilità, dove la pelle diventa molto sensibile alla luce solare e si possono evidenziare di vesciche, pigmentazione e cicatrici di lunga durata», si legge sul sito della Royal Horticultural Society.

Alex dopo l'ustione
Alex dopo l'ustione (Screenshot dalla pagina di GoFoundMe)

La richiesta di aiuto
Il ragazzo ha ora bisogno di un sostegno economico per coprire le spese mediche e poter andare all’università. «Non sono uno che chiede aiuto, cerco sempre di aiutare gli altri quando e dove posso, ma ora ho davvero bisogno di aiuto. Non sarò in grado di lavorare per il resto dell'estate, e inoltre non sappiamo se l'assicurazione dei miei datori di lavoro coprirà le spese mediche. Ho una borsa di studio per la Virginia Tech con l'esercito ROTC ma potrei finire per perderla a causa di questo problema», spiega Alex che ora è già riuscito a raccogliere – tramite una pagina di raccolta fondi - circa 17.000 dollari.

La pianta
La pianta, conosciuta anche come Panace di Montegazza, contiene una linfa le cui sostanze chimiche possono reagire con la luce quando sono a contatto con la pelle umana, per tale motivo si assiste alla formazione di vesciche. La pianta è simile ad altre ombrellifere ma può arrivare all’altezza di 150 centimetri, benché se ne trovino esemplari anche di soli 40 centimetri. In Italia è presente in tutte le regioni – da 0 a 2400 metri d’altezza - fatta eccezione per la Sicilia, la Puglia e la Sardegna.

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