6 dicembre 2019
Aggiornato 21:30
Stress da separazione

Confine USA-Messico: bambini strappati alle famiglie, lo stress inibisce lo sviluppo del cervello

La SIPPS condanna l’azione di separare bambini e famiglie, uno stress in grado di causare pesanti danni cerebrali oltre che psicologici

Bambino messicano
Bambino messicano Shutterstock

ROMA – Bambini strappati alle loro famiglie, come fossero bestie. Un dramma che sta accadendo sotto i nostri occhi al martoriato e discusso confine tra Usa e Messico. Sulla vicenda, interviene anche la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale: «La SIPPS – dichiara il dott. Leo Venturelli, membro del Consiglio Direttivo della SIPPS e Garante cittadino dell’Infanzia e dell’Adolescenza – non può rimanere indifferente di fronte al grido di dolore di bambini separati dai genitori appena varcato il confine e considerati erroneamente minori migranti non accompagnati, come sta avvenendo nella zona tra il Messico e gli Stati Uniti».

E’ violenza sui minori
L’amministrazione Trump si è nel tempo già attirata numerose critiche, specie per quanto riguarda l’immigrazione che avviene al confine con il Messico, da parte di ‘disperati’ che tentano il ‘sogno americano’. Ma quanto sta avvenendo tra i bambini è inaccettabile. «La nostra Società scientifica – prosegue in una nota della SIPPS il dott. Venturelli – si allinea alle dichiarazioni della presidente dell’American Accademy of Pediatrics, Coleen Kraft, che accusa l’amministrazione Trump di ‘violenza su minori’. In più da parte nostra richiamiamo l’attenzione su un fondamentale diritto del bambino a non essere separato dai suoi genitori citato espressamente dalla Convenzione dei Diritti dell’Infanzia del 1989, all’articolo 9, convenzione cui l’Italia ha aderito fin dal 1991».

Lo stress tossico intacca il cervello
Possiamo solo immaginare cosa significhi per un bambino essere strappato dalla propria famiglia. «Concordiamo con l’AAP – aggiunge il dott. Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS – che la separazione di questi bambini, già traumatizzati dalla situazione della migrazione della famiglia, produce in loro uno ‘stress tossico che inibisce lo sviluppo del cervello, blocca l’architettura cerebrale e impedisce di sviluppare linguaggio, socializzazione e legami emotivi’. A questo punto ci si augura che si prendano seri e immediati provvedimenti, affinché nulla del genere accada più.