26 giugno 2019
Aggiornato 19:30
Vitamine e tumori

La vitamina D riduce il rischio di cancro al seno

Un nuovo studio suggerisce che la vitamina D può ridurre il rischio di tumore al seno. Ecco perché bisogna prendere più luce solare

Vitamina D e cancro al seno
Vitamina D e cancro al seno ( Shutterstock )

SAN DIEGO – La brutta abitudine (spesso forzata) di stare troppo tempo al chiuso, esposti alle sole luci artificiali ha come conseguenza una ‘naturale’ carenza di vitamina D. Scarse concentrazioni di questa preziosa vitamina sono state associate da numerosi studi a diverse, e anche serie, malattie. Al contrario, una adeguata presenza di vitamina D nell’organismo è stata associata a diversi vantaggi, da non ultimo la possibilità di ridurre il rischio di cancro alla mammella, o tumore del seno.

La vitamina che previene
Questo studio, condotto dai ricercatori dell’Università della California a San Diego (UCSD) non è né il primo né l’ultimo a suggerire come la vitamina D sia ritenuta un fattore di prevenzione di molte malattie, e principalmente del cancro. Non a caso, precedenti ricerche hanno rivelato che il rischio complessivo di cancro è più basso nelle persone con livelli più alti di questa vitamina. Altri studi, per contro, hanno suggerito che la vitamina D non ha alcun impatto sulla vulnerabilità di una persona alla malattia. Ma, infine, bassi livelli ematici di questa vitamina sono stati associati a un aumentato rischio di cancro alla vescica e, in uno studio pubblicato all’inizio di quest’anno, a un rischio elevato di cancro al colon retto.

La prova
Il team di ricerca dell’UCSD School of Medicine ha condotto un’analisi congiunta di uno studio prospettico di coorte e di due studi clinici randomizzati, per indagare se e in che misura livelli elevati di vitamina D nel sangue fossero associati a un rischio inferiore di sviluppare il cancro al seno. L’analisi, condotta in collaborazione con specialisti della Creighton University di Omaha, NE, della Medical University of South Carolina in Columbia e dell’organizzazione no-profit GrassrootsHealth di Encinitas, CA, suggerisce che i livelli di vitamina D sono correlati con un rischio di cancro al seno «marcatamente inferiore».

Lo studio
I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista PLOS ONE, e sono basati sull’analisi dei dati di due studi clinici randomizzati, che hanno visto il coinvolgimento di un totale di 3.325 partecipanti, e sull’analisi di uno studio prospettico di coorte con un numero di 1.713 partecipanti. Il dottor Cedric F. Garland e il suo team, scrivono che tutte le partecipanti erano donne con un’età media di 63 anni che, al basale, non avevano il cancro. I dati utilizzati nell’analisi sono stati raccolti nel periodo 2002-2017 e la salute dei partecipanti è stata seguita per un periodo medio di 4 anni. Nello specifico, i ricercatori hanno cercato le eventuali associazioni tra il rischio di sviluppare il carcinoma mammario nelle donne e la concentrazione nel siero di 25-idrossivitamina D (25 (OH) D), un importante biomarcatore di vitamina D.

I risultati
Durante il periodo in cui sono stati condotti i tre studi analizzati, sono stati rilevati 77 nuovi casi di cancro al seno. «Il tasso di incidenza del cancro al seno aggiustato per l’età era di 512 casi per 100.000 persone-anno nella coorte raggruppata», precisano i ricercatori. Ma, l’analisi dei dati raccolti ha rivelato che le persone con concentrazioni più elevate nel sangue del biomarcatore della vitamina D erano esposte a un rischio significativamente più basso di cancro al seno. «Abbiamo riscontrato che i partecipanti con livelli ematici di 25 (OH) D superiori a 60 nanogrammi per millilitro (ng/ml) avevano un quinto del rischio di cancro al seno rispetto a quelli con meno di 20 ng/ml», si legge nell’articolo. Il dottor Garland e colleghi, hanno stimato che il livello minimo sano di 25 (OH) D nel sangue dovrebbe essere di circa 60 nanogrammi per millilitro, che è molto più della concentrazione di 20 nanogrammi per millilitro raccomandata dall’Accademia Nazionale di Medicina.