18 agosto 2018
Aggiornato 08:30

Isteria sui social: due uomini uccisi per una falsa voce su WhatsApp

Sui social si sta scatenando una folla impazzita di persone pronte a uccidere. Ecco cosa accaduto a due uomini a causa di un falso video che circolava su WhatsApp
Due uomini uccisi per colpa di una bufala che circolava su WhatsApp
Due uomini uccisi per colpa di una bufala che circolava su WhatsApp (Alex Ruhl | Shutterstock)

Internet e social network hanno cambiato molto la nostra vita negli ultimi due decenni. Ed è innegabile quanto, per certi versi, l’abbiamo agevolata e semplificata. Tuttavia, non si può chiudere gli occhi di fronte agli aspetti negativi che questo tipo di innovazione ha causato. Primo fra tutti, l’eterna lotta e battaglia tra un utente di Facebook e l’altro. Se nel mondo reale eravamo rispettosi l’uno dell’altro ora gli insulti sono all’ordine del giorno. Si accusano le altre persone senza conoscerle e senza sapere realmente di cosa stiano parlando ma, soprattutto, non si tollera la benché minima differenza di opinione. Peggio ancora quando si creano veri e propri gruppi di esaltati che combattono a causa di ideale o di una presunta giusta causa. In quel momento, persone considerate normali si trasformano in bestie feroci. Ecco cosa è accaduto recentemente per una voce fasulla che circolava su WhatsApp.

Ma siamo tutti impazziti?
I social ci aiutano a rimanere connessi con il resto del mondo. E tutto questo dovrebbe allargare le nostre vedute, facendoci conoscere aspetti di un universo per noi sconosciuto. Purtroppo, però, le cose non vanno proprio così. Al contrario, sempre più persone diventano intolleranti alla diversità altrui. Non si cerca di comprendere nuove opinioni per provare a vedere la vita da una prospettiva differente. Si fa esattamente l’opposto: si combattono con armi insolite e con insulti tutti quelli che non la pensano come noi. Ciò dimostra che l’uomo non si sta evolvendo ma, al contrario, sta regredendo chiudendosi sempre più in un ipotetico mondo perfetto disegnato a propria immagine e somiglianza. E tutto il resto, ovviamente, va distrutto. Senza considerare che è iniziata anche una vera e propria caccia alle streghe per quanto riguarda le fake-news. Paradossalmente, però, l’utente tipo è quello che inveisce contro chi ha scritto notizie vere (ritenendole false perché singolari) e non con quelli che riportano davvero quelle false. Tutto ciò denota la totale follia che circola sul web ma, soprattutto, nei social network come Facebook. A quanto pare, tuttavia, tale follia si sta estendendo anche attraverso altri strumenti, tra questi proprio WhatsApp.

Si può uccidere qualcuno per una notizia falsa?
Come abbiamo detto poc’anzi, un folto gruppo di persone passa le giornate a cercare di combattere quelle che ritiene notizie false, quando nella stragrande maggioranza dei casi sono vere. Poi, però, le stesse persone non sono in grado di stabilire quando una notizia è vera. Ed è così che una voce fasulla che circolava tempo fa su WhatApp ha causato il linciaggio e l’uccisione di due uomini innocenti. L’episodio, avvenuto in India, può essere considerato un sottoprodotto della pazzia da social: una notizia falsa, spacciata per vera, accusava alcuni uomini di aver fatto del male a dei bambini innocenti.

Isteria da Social
Non crediamo che simili comportamenti ci siano solo in India. Pensiamo solo a quanti ragazzi – in tutto il mondo - si sono suicidati a causa di episodi di cyber-bullismo organizzati attraverso Facebook o altri social. Anche quelli, infine, sono omicidi. La morte, infatti, è stata causata da parole talmente offensive da uccidere totalmente una persona, sotto tutti i punti di vista. Ma i carnefici sono ragazzi che provengono da famiglie, tutto sommato, normali. Ragazzi che sono stati completamente imbrigliati e intrappolati dalla trappola dei social che vuole che tutti debbano uniformarsi o, in alternativa, non meritano di vivere.

Cosa è accaduto veramente
Le ultime due vittime di isteria da Social sono stati due uomini che si erano fermati per avere informazioni e indicazioni stradali quando sono arrivati nello Stato del Nord-Est dell’Assam. Ma non hanno fatto tempo a finire la domanda che sono stati immediatamente assaliti da una folla che ha iniziato a linciarli. Il motivo? Credevano si trattasse dei rapitori dei bambini di cui aveva parlato l’annuncio su WhatsApp. Queste voci fasulle, già tempo fa, hanno causato la morte di altre sette persone – sempre provocata da folle impazzite che pensavano di potersi fare giustizia da soli. Il fenomeno sta diventando talmente allarmante che le forze armate non riescono a trovare il modo di arginarlo.

Da dove nasce la follia
L’ira e la pazzia nascono da un video che è divenuto virale su WhatsApp, il quale mostra un rapimento di bambini. Nel filmato – diffuso anche attraverso alcuni media regionali - si notano due uomini su una moto che si avvicinano a un gruppo di bambini. Poco dopo riescono ad afferrarne uno e lo portano via con sé rapendolo. Ciò che non hanno ancora capito le persone che guardano questo video è che si tratta di un fake. Il filmato, infatti, è reale ma si tratta di uno spot per la sicurezza dei bambini realizzato in Pakistan e abilmente modificato. Nell’ultima parte del video – tagliata per gli utenti di WhatsApp – si vedeva infatti uno dei due uomini con in mano un cartello che riportava uno slogan volto a proteggere i bambini. Ora arginare il problema e far capire a tutti che si tratta di un fake non è semplice: «Quando le voci cominciano a circolare sui social media, ci vuole del tempo per fermarle completamente», ha dichiarato il funzionario della polizia Assam Mukesh Agarwal al Dilig Kumar Sharma della BBC.

Chi sono le persone assassinate?
Le due povere vittime si chiamavano Nilotpal Das - un ingegnere del suono -  e Abijeet Nath, un informatico. Tutti e due erano residenti a Guwahati. Identificarli non è stato poi così complicato considerando che qualcuno ha anche avuto il coraggio di riprendere tutta la scena e pubblicarla in un video che è persino diventato virale.