Salute | Demenza

Diabete e fumo calcificano il cervello, e riducono la memoria

Ricercatori scoprono che i diabetici e i fumatori hanno circa il 50% in più di probabilità di avere calcificazioni in una particolare regione del cervello: l’ippocampo

Memoria
Memoria (pathdoc | shutterstock.com)

PAESI BASSI – I ricercatori dell’Università di Utrecht nei Paesi Bassi, o Olanda, hanno condotto uno studio in cui si è scoperto che le persone che fumano o hanno il diabete hanno maggiori probabilità di avere depositi di calcio nelle regioni cerebrali cruciali per la memoria. Ma, per ora, questi depositi non erano associati a una inferiore funzione cognitiva.

Gli effetti sul cervello
Al fine di comprendere gli effetti sulla memoria di fattori come il vizio del fumo o il diabete, i ricercatori hanno esaminato i risultati dei test cognitivi e le scansioni cerebrali relativi a 1.991 pazienti di una clinica della memoria presso un ospedale olandese dal 2009 al 2015. Nel complesso, 380 pazienti (circa il 19%) presentavano calcificazione o accumulo anormale di calcio nell’ippocampo, la regione del cervello importante per la memoria a breve e lungo termine. Nello specifico, si è rilevato che i diabetici e i fumatori avevano circa il 50% in più di probabilità di avere calcificazioni in questa regione del cervello rispetto agli altri partecipanti allo studio.

Il ruolo dell’ippocampo
Gli esperti ritengono che sia proprio l’ippocampo a essere tipicamente danneggiato nelle persone che sviluppano demenza e malattia di Alzheimer. «L’ippocampo è un’area importante nel cervello per l’archiviazione della memoria – spiega la dott.ssa Esther de Brouwer del Centro medico Universitario di Utrecht – quindi abbiamo pensato che le calcificazioni in quest’area sono correlate a problemi cognitivi». Tuttavia, nei partecipanti allo studio, le calcificazioni rilevate nell’ippocampo non erano correlate a problemi cognitivi. Questa, ha commentato la ricercatrice, è stata una sorpresa perché ci si aspettava che la calcificazione potesse essere correlata a problemi vascolari comuni al fumo e al diabete, i quali potrebbero contribuire al restringimento del tessuto, o atrofia, nell’ippocampo e al successivo declino cognitivo. Poiché l’ippocampo è fatto di molti strati, è possibile che la calcificazione non abbia danneggiato gli strati coinvolti nella memoria, ha sottolineato la dott.ssa de Brouwer.

Lo studio
Per questo studio sono stati coinvolti soggetti di età compresa tra i 45 e i 96 anni. Ogni anno aggiunto di età era associato a un rischio maggiore di calcificazione del 5% nell’ippocampo, riportano i risultati dello studio, pubblicato su Radiology. Di tutti i partecipanti, 228 partecipanti (il 12% circa) erano fumatori. Dopo aver preso in considerazione fattori come età, genere, pressione alta, colesterolo alto e diabete, i fumatori dello studio avevano il 49% in più di probabilità di avere calcificazioni nell’ippocampo rispetto ai non fumatori. Un totale di 317 partecipanti (il 16% circa) ha avuto il diabete. Per costoro, vi era il 50% in più di probabilità di avere calcificazioni rispetto ai partecipanti senza diabete. Sebbene per ora non si sono rilevati problemi cognitivi in coloro che presentavano le calcificazioni, gli esperti non escludono che queste condizioni possano nel tempo portare a deficit cognitivi o demenza.