23 febbraio 2020
Aggiornato 20:00
Allerta alimentare

Insalata mista bio italiana contaminata da salmonella, scatta il ritiro

Dopo la lattuga all'Escherichia coli, ecco le insalate miste italiane con la salmonella. Non mangiatele

Insalata e salmonella
Insalata e salmonella Shutterstock

ROMA – Da qualche tempo si parla di insalate contaminate. E’ stato il caso della lattuga che, all’estero, ha causato diverse intossicazioni e anche alcuni morti. Ora si parla anche di insalate miste biologiche contaminate dal pericoloso batterio Salmonella enterica ser. Typhimurium. A comunicarlo è il RASFF (Rapid Alert System for Food and Feed) che, nella nota 2018.1545 del 5 giugno 2018 ha lanciato l’allerta, definendo serio e reale il pericolo per la salute dei consumatori.

Le insalate contaminate
A essere stato oggetto dell’allerta e del richiamo dal mercato in Europa sono le insalate biologiche miste provenienti dall’Italia, e in particolare quelle contenenti batavia rossa-verde e foglie di spinaci.  Come detto, i prodotti provengono dall’Italia, ma l’agenzia europea non ha specificato quale sia la marca e la ditta produttrice. Allo stato attuale delle conoscenze, le confezioni di insalata contaminata sono state distribuite solo in Germania, e probabilmente anche in Italia. La presenza del microrganismo patogeno della salmonella enterica ser. Typhimurium mette a serio rischio la salute dei consumatori, avverte Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti.

La salmonella enterica ser. Typhimurium
Il batterio della Salmonella Enterica appartiene a un ceppo facilmente trasmissibile. Tale agente patogeno – spiega D’Agata – può causare la febbre tifoide, una malattia particolarmente aggressiva con una sintomatologia complessa la cui manifestazione più evidente è la comparsa di ulcerazioni cutanee. Per tale motivo sono invitati a prendere le dovute precauzioni. Il campionamento che ha portato alla segnalazione del pericolo è dell’8 maggio 2018.

In attesa di sapere di più
Il tempo trascorso dal rilevamento della salmonella nelle verdure alla segnalazione del RASFF, dovuto probabilmente alla ricerca della ditta distributrice, è stato tale da permettere un’ampia diffusione del prodotto contaminato in Germania e potenzialmente anche in Italia – fa notare D’Agata. Con tempi più contenuti sarebbe stata possibile una migliore azione preventiva. Da ciò si deduce l’importanza della rapidità in occasioni nelle quali la salute dei consumatori è messa in serio pericolo. Visto che non si conosce né il numero del lotto interessato né altri riferimenti, attendiamo che il Ministero della salute comunichi sul suo sito web, nella sezione ‘Avvisi di sicurezza’ i lotti, il produttore e il nome del prodotto interessato dal richiamo dal mercato europeo e non solo, conclude D’Agata.