2 marzo 2024
Aggiornato 09:00
Batteri pericolosi nell’acqua delle piscine

Fare il bagno in piscina può far ammalare e uccidere

L’acqua delle piscine, che sembra sempre blu e pulita, in realtà non lo è. E mette a serio rischio infezioni anche mortali

Acqua della piscina, non è pulita
Acqua della piscina, non è pulita Foto: VGstockstudio | shutterstock.com Shutterstock

Acqua azzurra, acqua chiara… cantava un tempo Lucio Battisti. Ma non si riferiva a quella delle piscine che, sebbene appaia proprio così, in realtà può essere più sporca di quello che si pensa. O, peggio, contaminata. Ed è proprio quello che i CDC Usa intendono far capire ai cittadini che frequentano le piscine pubbliche o degli hotel, mettendoli in guardia dalle infezioni che negli anni hanno già provocato 8 morti e più di 30mila infettati.

La scelta
Si sa, anche il mare non è tutta questa pulizia; anzi. Però, se proprio si deve scegliere, all’acqua della piscina è sempre meglio quella salata del mare. La prima, infatti, è infarcita di cloro che non è proprio annoverato tra le sostanze più benefiche e, in più, grazie alla disinformazione (o noncuranza) delle persone spesso è inquinata da batteri anche piuttosto pericolosi. Il problema è che alcuni non curano particolarmente l’igiene intima e, a volte, fanno il bagno in piscina dopo che sono stati alla toilette o hanno avuto problemi intestinali. Queste condizioni fanno sì che molti batteri fecali vengano rilasciati in acqua, con conseguente contaminazione.

L’appello
Se dunque si vogliono evitare infezioni pericolose, il CDC ritiene che le persone non debbano fare il bagno in piscina se, per esempio, hanno avuto episodi di diarrea o altri problemi intestinali simili. L'avvertimento delle autorità Usa arriva dopo che un rapporto ha rivelato che otto americani sono morti e 30mila si sono ammalati a causa dei batteri presenti nelle piscine degli hotel tra il 2000 e il 2014. La maggior parte delle malattie infettive era causata da un protozoo parassita chiamato Criptosporidio o Cryptosporidium, che può provenire dalla materia fecale di un’altra persona. Questo batterio può sopravvivere ai normali livelli di cloro, che di solito si trovano nelle piscine. Ecco perché l’acqua, ‘disinfettata’ in questo modo non è affatto pulita o non contaminata.

I sintomi e il pericolo
«Inghiottire solo una boccata d'acqua contaminata dal Cryptosporidium può far ammalare per settimane bambini e adulti altrimenti sani, con esordio di diarrea acquosa, crampi allo stomaco, nausea e vomito – ha spiegato Michele Hlavsa, capo del programma Healthy Swimming del CDC – Il cloro non può uccidere rapidamente il Criptosporidio. Abbiamo prima di tutto bisogno di tenerlo fuori dall'acqua. Non andate in acqua e non lasciate che i propri figli vadano in acqua, se sono malati di diarrea».

I focolai
Per rendere l’idea di come sia pericoloso frequentare piscine dove è presente il batterio, i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) sino sono concentrati sulle epidemie tra il 2000 e il 2014 legate al nuoto o alla balneazione in luoghi acquatici ricreativi trattati con cloro. I risultati dell’analisi hanno evidenziato che in media, in un anno, c'erano 15 di questi focolai e circa 1.800 malattie correlate. I 493 focolai segnalati durante l'intero periodo di 14 anni hanno provocato almeno 27.219 malattie infettive e otto decessi. La maggiore prevalenza di infezioni si è ovviamente avuta d’estate e nell’89% dei casi erano causate dal Criptosporidio. Le altre infezioni erano provocate dai batteri Legionella e Pseudomonas, con rispettivamente il 16% e il 13% dei casi. Il parassita Criptosporidio, spiegano gli esperti del CDC, si diffonde nelle piscine quando qualcuno malato con il parassita ha sofferto di diarrea e poi entra nell'acqua e gli altri nuotatori ingoiano quell'acqua contaminata, anche in poche gocce che finiscono sulla bocca – cosa che accade molto spesso.