23 ottobre 2019
Aggiornato 04:30
Muore David Goodall

Muore con suicidio assistito David Goodall, lo scienziato di 104 anni

David Goodall è lo scienziato di 104 anni che ha deciso di porre fine alla sua esistenza grazie a un suicidio assistito. Ecco come è avvenuto

Aveva raggiunto l’incredibile età di 104 anni e non soffriva di alcuna malattia terminale. Ma lo scienziato australiano David Goodall, ha comunque scelto di porre fine alla sua esistenza. E per farlo ha richiesto il suicidio assistito che è stato prontamente eseguito in Svizzera ieri alle 12.30. La sua volontà l’aveva espressa circa una decina di giorni fa. Il suo più grande desiderio era morire, tutto sommato, in condizioni discrete senza essere eccessivamente umiliato da un corpo profondamento vecchio e malato.

Morto a Basilea
Goodall è così giunto all’ultimo dei suoi giorni proprio ieri a Basilea grazie a un'iniezione letale, auto-iniettata. Lui stesso ha dichiarato di essere «dispiaciuto di aver raggiunto quest'età». Cerchiamo tutti il segreto della longevità, ma una lunga vita non equivale necessariamente alla felicità. Si sta bene quando si è giovani, in forma, pieni di speranza. Ma quando il corpo comincia a deteriorarsi anche la qualità della vita crolla velocemente. E David aveva raccontato di non essere più sereno perché i suoi riflessi e la sua vista non erano più quelli di un tempo.

Prima e dopo la morte
Prima di morire l’uomo ha avuto due consulti con i medici psichiatri del Life Circle e grazie a questo ha avuto il via libera all’eutanasia. Durante i vari colloqui che si eseguono prima del suicidio David ha richiesto di poter avere il Nembutal per via endovenosa, una droga letale. Lo staff del Life Circle ha inserito una cannula sul suo braccio e miscelato il farmaco con il barbiturico in una soluzione salina. Solo David, però, avrebbe avviato il tutto affinché decidesse qual era il momento migliore per morire. È importante sottolineare che tutte le persone che si sottopongono a suicidio assistito possono cambiare idea anche all’ultimo momento. Cosa che, tuttavia, non è avvenuta per David.

Insieme ai nipoti
Secondo quanto dichiarato da Philipp Nitschke, direttore di Exit International – la clinica svizzera che gli ha permesso di eseguire il suicidio assistito - l’uomo ha eseguito l’eutanasia insieme ai suoi nipoti. «Era tranquillo e voleva che tutto avvenisse il più velocemente possibile», ha spiegato un portato voce dell’associazione. Il tutto si è svolto in maniera serena, accompagnato dalla Nona Sinfonia di Beethoven come lui stesso ha richiesto.

Peccato non poter morire in patria
L’unica cosa che ha rattristato un po’ Goodall è stato il non poter morire in patria. Purtroppo, però, al momento solo in Svizzera si può richiedere il suicidio assistito. Tempo fa aveva tentato di suicidarsi ma senza esito. Poi alcuni giorni fa un episodio gli ha fatto capire quale era la cosa giusta da fare: recarsi in Svizzera per avere l’eutanasia. L’idea gli è venuta dopo essere caduto mentre si trovava in casa. L’incidente lo porterà a stare per un po’ di tempo in ospedale e David descrive quel luogo come una sorta di prigione. Philip Nitschke, ha dichiarato di essere «contento che il professor Goodall abbia potuto fare il viaggio in Svizzera se questo è l'unico modo per ottenere la pace che desidera. Tuttavia, le leggi devono cambiare. C'è una crescente generazione di anziani che vivono più a lungo di prima, che non sono malati ma che chiedono di poter controllare la fine della loro esistenza. La legge in paesi diversi dalla Svizzera deve soddisfare questa esigenza. Il professor David Goodall è all'avanguardia di questo cambio generazionale nel decidere quando e come morire».

Una vita dopo la morte?
Lo scienziato ha dichiarato di non credere alla vita dopo la morte e ha richiesto di disperdere le sue ceneri senza sepoltura e senza cerimonia. In Australia tutti ricorderanno le decine di studi che ha pubblicato Goodall collaborando con diversi periodi sul tema dell’ecologia.