26 marzo 2019
Aggiornato 04:30
Musica e Alzheimer

La musica attiva le regioni cerebrali dei malati di Alzheimer. E in più, toglie l’ansia

L’ascolto di un brano musicale ritenuti significativo per il paziente attiva diverse aree cerebrali con benefici su ansia e umore

La musica riattiva alcune aree cerebrali nei pazienti affetti da Alzheimer
La musica riattiva alcune aree cerebrali nei pazienti affetti da Alzheimer

Ancora benefici per la nostra salute, derivanti dall’ascolto della musica. Già altre ricerche avevano dimostrato che potrebbe svolgere un ruolo di regolazione nella pressione sanguigna, del sistema nervoso e dell’ansia. Ma ora, un nuovo studio condotto da scienziati statunitensi ha evidenziato come le note musicali siano persino in grado di attivare alcune aree cerebrali nei pazienti affetti da Alzheimer. Ecco cosa hanno scoperto i ricercatori della University of Utah Health.

Ansia e demenza
Purtroppo uno degli effetti collaterali di varie forme di demenza – Alzheimer compreso – è l’ansia. Questa temibile patologia, oltre a rubare i ricordi, altera la nostra percezione degli eventi che viviamo provocando a volte anche forti stati di ansia. La musica, d’altro canto, sembra attivare alcune aree cerebrali e ridurre l’inquietudine interiore.

Non tutti viene distrutto
Come ben sappiamo, la malattia di Alzheimer è una condizione progressiva che porta – giorno per giorno – a perdere la memoria e la capacità di pensiero portando a un declino cognitivo tale da impedire anche lo svolgimento di piccoli e semplici compiti. Tuttavia, alcune zone cerebrali non vengono colpite dalla malattia e grazie alla musica queste possono essere risvegliate portando ad alcuni miglioramenti.

Trattamenti anti-ansia
«Le persone affette da demenza si trovano di fronte a un mondo che non gli è familiare, il che provoca disorientamento e ansia. Crediamo che la musica attinga alla rete salience (salience netowrk) del cervello che è ancora relativamente funzionante», ha dichiarato il professore associato Jeff Anderson. Secondo alcuni studi di neuroscienze la salience network è in grado di controllare gli eventi esterni e il flusso interno di coscienza passando da un’informazione all’altra e scegliendo ciò che è più rilevante al momento.

Ritorno alla vita
Il connubio musica-cervello nei malati di Alzheimer non è una novità. Precedenti studi avevano evidenziato come la musica sia in grado di risvegliare alcuni tipi di ricordi che sembravano svaniti per sempre. Nel momento in cui i pazienti ascoltavano vecchie canzoni popolari, cominciavano a cantare o ballare come un tempo.

Canzoni significative
Affinché il tutto accada, però, è importante ascoltare canzoni significative per il paziente affetto da Alzheimer. Durante lo studio venivano utilizzati dei lettori portatili in cui vi era raccolta della musica auto-selezionata. Una volta che la persona affetta da Alzheimer ascoltava la musica, gli scienziati hanno monitorato lo stato di attività del loro cervello. Dai risultati è emerso che la musica attivava intere regioni cerebrali: la rete visiva, la salience netowrk, la rete esecutiva, quella cerebellare e corticocerebellare. Tutte hanno evidenziato una connettività funzionale significativamente più elevata.

Il prossimo passo
Ora saranno necessari ulteriori studi per comprendere se l’effetto svanisce nel tempo o dura a lungo, specie per quanto riguarda memoria, umore e ansia. I risultati dello studio sono stati pubblicati sul Journal of Prevention of Alzheimer's Disease.