25 settembre 2018
Aggiornato 18:30

La musica attiva le regioni cerebrali dei malati di Alzheimer. E in più, toglie l’ansia

L’ascolto di un brano musicale ritenuti significativo per il paziente attiva diverse aree cerebrali con benefici su ansia e umore
La musica riattiva alcune aree cerebrali nei pazienti affetti da Alzheimer
La musica riattiva alcune aree cerebrali nei pazienti affetti da Alzheimer (Jenny Sturm | Shuttesrtock)

Ancora benefici per la nostra salute, derivanti dall’ascolto della musica. Già altre ricerche avevano dimostrato che potrebbe svolgere un ruolo di regolazione nella pressione sanguigna, del sistema nervoso e dell’ansia. Ma ora, un nuovo studio condotto da scienziati statunitensi ha evidenziato come le note musicali siano persino in grado di attivare alcune aree cerebrali nei pazienti affetti da Alzheimer. Ecco cosa hanno scoperto i ricercatori della University of Utah Health.

Ansia e demenza
Purtroppo uno degli effetti collaterali di varie forme di demenza – Alzheimer compreso – è l’ansia. Questa temibile patologia, oltre a rubare i ricordi, altera la nostra percezione degli eventi che viviamo provocando a volte anche forti stati di ansia. La musica, d’altro canto, sembra attivare alcune aree cerebrali e ridurre l’inquietudine interiore.

Non tutti viene distrutto
Come ben sappiamo, la malattia di Alzheimer è una condizione progressiva che porta – giorno per giorno – a perdere la memoria e la capacità di pensiero portando a un declino cognitivo tale da impedire anche lo svolgimento di piccoli e semplici compiti. Tuttavia, alcune zone cerebrali non vengono colpite dalla malattia e grazie alla musica queste possono essere risvegliate portando ad alcuni miglioramenti.

Trattamenti anti-ansia
«Le persone affette da demenza si trovano di fronte a un mondo che non gli è familiare, il che provoca disorientamento e ansia. Crediamo che la musica attinga alla rete salience (salience netowrk) del cervello che è ancora relativamente funzionante», ha dichiarato il professore associato Jeff Anderson. Secondo alcuni studi di neuroscienze la salience network è in grado di controllare gli eventi esterni e il flusso interno di coscienza passando da un’informazione all’altra e scegliendo ciò che è più rilevante al momento.

Ritorno alla vita
Il connubio musica-cervello nei malati di Alzheimer non è una novità. Precedenti studi avevano evidenziato come la musica sia in grado di risvegliare alcuni tipi di ricordi che sembravano svaniti per sempre. Nel momento in cui i pazienti ascoltavano vecchie canzoni popolari, cominciavano a cantare o ballare come un tempo.

Canzoni significative
Affinché il tutto accada, però, è importante ascoltare canzoni significative per il paziente affetto da Alzheimer. Durante lo studio venivano utilizzati dei lettori portatili in cui vi era raccolta della musica auto-selezionata. Una volta che la persona affetta da Alzheimer ascoltava la musica, gli scienziati hanno monitorato lo stato di attività del loro cervello. Dai risultati è emerso che la musica attivava intere regioni cerebrali: la rete visiva, la salience netowrk, la rete esecutiva, quella cerebellare e corticocerebellare. Tutte hanno evidenziato una connettività funzionale significativamente più elevata.

Il prossimo passo
Ora saranno necessari ulteriori studi per comprendere se l’effetto svanisce nel tempo o dura a lungo, specie per quanto riguarda memoria, umore e ansia. I risultati dello studio sono stati pubblicati sul Journal of Prevention of Alzheimer's Disease.