29 gennaio 2020
Aggiornato 09:00
Pediatri

Neonata con la febbre a 40. La pediatra si rifiuta di visitarla

Un medico si rifiuta di visitare una bambina con febbre altissima che non scende neppure con la tachipirina. «Non ho tempo di visitarla»

Neonata con 40 di febbre. Il pediatra si rifiuta di visitarla
Neonata con 40 di febbre. Il pediatra si rifiuta di visitarla Shutterstock

TERAMO - Una bambina piccola di soli due mesi e una febbre altissima che sembra non scendere neppure con i farmaci. Va da sé che in una situazione di questo genere è molto facile che i genitori siano estremamente preoccupati per la salute della propria figlia. Per questo motivo si rivolgono con urgenza alla loro pediatra. Ma la risposta è stata quantomeno insolita: «non ho tempo di visitarla, le metta una tachipirina». I genitori rimangono sconcertati per la risposta e vogliono denunciare la dottoressa. Ecco i dettagli della vicenda.

Non ho tempo
Fino a qualche anno fa, quando si chiamava un medico per una visita a domicilio, nessuno faceva storie e la visita era garantita in giornata. Ora non è poi così insolito che il medico richieda di portare il paziente in ambulatorio anche se è presente febbre alta. Ma è un fatto decisamente diverso quando si tratta di una neonata che non può descrivere i suoi sintomi e che non riesce a ottenere una visita dalla propria pediatra per questioni di tempo. Secondo quanto riportato dal Messaggero, la dottoressa avrebbe risposta alla mamma: «Signora metta alla bambina una supposta di Tachipirina». Peccato che i genitori lo avevano già fatto senza ottenere risultati soddisfacenti.

Mancanza di tempo?
Di fronte a una risposta di questo genere la mamma – madre di due gemellini - è rimasta, a dir poco, basita. Il pediatra, infatti, ha affermato di non poter recarsi a casa sua perché non aveva tempo. Nonostante la condizione, apparentemente grave, il medico ha detto ai genitori di presentarsi il giorno seguente in ambulatorio. Ora la domanda è: può un pediatra rifiutarsi di visitare una paziente in gravi condizioni per mancanza di tempo? Forse bisognerebbe dare la priorità a chi ha più bisogno?

La chiamata il giorno precedente
Ciò che ancor più ha sconcertato i genitori, è che il medico era stato chiamato già il giorno prima a causa di febbre, tosse e catarro. Tuttavia, l’indomani mattina la febbre era salita a 40 gradi. Per questo motivo la mamma si era ulteriormente allarmata. Ma anche in tale situazione il medico si è rifiutato di fare la visita domiciliare. «Il giorno prima - si legge sul Messaggero - lo avevo chiamato perché la bambina aveva già tosse e catarro. La mattina dopo, però, aveva quasi 40 di febbre. Subito le ho messo la supposta di Tachipirina. A quel punto ho chiamato il pediatra per dirgli che non sarei potuta andare in studio e gli ho chiesto se poteva passare lui a casa. I bambini hanno due mesi. Con una febbre così alta come potevo farli uscire di casa? Ma il pediatra mi ha risposto che gli avrei dovuto mettere la Tachipirina. Lui non aveva tempo per venire, né posto per inserirci», racconta la mamma.

Richiesta di un pediatra a pagamento
Va da sé che in tali condizioni i genitori non potevano attendere ancora. Decidono così di rivolgersi a un pediatra privato di Bellante che si è recato a Teramo e che segue da giorni la bambina, senza far alcun problema qualora sia indispensabile una visita a domicilio. Secondo il medico, entrambi i gemelli erano affetti da bronchiolite ma, incredibilmente, il pediatra di famiglia ancora non lo sa. I genitori hanno dichiarato di essere ancora in attesa di sua una telefonata che aveva promesso di fare.

Monitoraggio continuo
Per fortuna il medico di Bellante ha preso a cuore la situazione dei due gemellini e monitora ogni giorno il loro stato di salute, insieme alla richiesta di approfondimenti diagnostici. «Sono sicura che i bambini si riprenderanno, ma non è giusto quello che è successo perché un pediatra dovrebbe starci vicino», spiega la mamma a il Messaggero. Per fortuna la situazione si è risolta senza gravi conseguenze, tuttavia, i genitori hanno già dichiarato di voler fare una denuncia all’Ordine dei medici a causa del comportamento poco professionale del medico di famiglia.