15 ottobre 2019
Aggiornato 11:30
Giornata Mondiale della Felicità

Giornata Mondiale della Felicità, ecco i Paesi al mondo dove si è più felici e più infelici

Esce il Rapporto dell'Onu sulla felicità nel mondo, che incorona i Paesi dove si vive meglio e più felici. Ecco la classifica

La felicità
La felicità Shutterstock

ROMA – In occasione della Giornata Mondiale della Felicità, che si celebra il 20 marzo, è uscito il World Happiness Report dell'Onu, la classifica annuale dei Paesi più felici al mondo. E guardando la classifica si capisce che non è certo la ricchezza di un Paese o il denaro a fare la felicità.

La classifica
Secondo quanto riportato nel World Happiness Report in testa alla classifica dei Paesi più felici c'è la Finlandia, che guadagna il primo posta scalzando la primatista dello scorso anno, la Norvegia. Al terzo posto troviamo un altro Paese del Nord Europa, la Danimarca, seguita da Islanda, Svizzera e Olanda. L'Italia, ahimè, che sebbene si guadagni una posizione nella classifica risultato soltanto al 47esimo posto. A supporto del detto che la i soldi non danno la felicità, è la posizione degli Stati Uniti, Paese appunto tra i più ricchi che, tuttavia, scivola dalla posizione 14 alla 18 della classifica. A provocare la discesa pare siano problemi molto diffusi come l'obesità, la depressione e l'abuso di droghe. Per trovare un altro Paese extra europeo in classifica si deve scendere al settimo posto, dove troviamo il Canada.

L'analisi
L'Onu, per stilare questa classifica dei 156 Paesi al mondo ha analizzato parametri come reddito, salute, istruzione, lavoro, aspettative di vita, stato sociale quali fattori 'materiali' del benessere delle popolazioni. Oltre a questo, sono stati tuttavia anche misurati i dati e i sentimenti correlati relativi alla corruzione, alla libertà, alla fiducia nelle istituzioni e l'inclusione sociale – compresa quella dei migranti.

I più infelici
Come rovescio della medaglia, nelle posizioni più in basso si trovano ovviamente i Paesi più infelici. Tra questi, la nazione più infelice è il Burundi. Seguita da Ruanda, Yemen, Tanzania, Sud Sudan e Repubblica Centrafricana dove non se la passano meglio e si vive peggio che in Siria.

I motivi della felicità
Se un Paese è felice ci sono dei motivi. Ma quali sono quelli che fanno della Finlandia il posto dove le persone sono più felici? «Il voto più alto della Finlandia è significativo – ha commentato Meik Wiking dell'Happiness Research Institute in Danimarca – Il PIL pro capite in Finlandia è più basso rispetto ai Paesi nordici vicini ed è nettamente inferiore a quello degli Usa», eppure è considerato un Paese stabile, sicuro e ben governato. Un dei meriti è che «i finlandesi sono bravi a convertire ricchezza in benessere – prosegue Meik – Nei Paesi nordici si pagano le tasse più alte del mondo ma c'è molto consenso nel pagarle perché' vengono percepite come un investimento nella qualità della vita di tutti».

Il posto dell'Italia
Il nostro Paese, posizionandosi al numero 47 della classifica, in realtà ha guadagnato un punto rispetto allo scorso anno – dove era al numero 48. Sebbene la grande depressione economica del 2008-2010 sia un ricordo, la posizione dell'Italia risulta ben al di sotto dei livelli precedenti questo periodo nero. «I quattro Paesi più colpiti dalla crisi, Grecia, Italia, Spagna e Portogallo sono da tempo osservati speciali», riporta il documento Onu. Nonostante la 'bocciatura', l'Italia perlomeno si distingue per l'aspettativa di vita, salita in media da 70 anni a 72,8 anni dal 2000 al 2015. Questo è il terzo miglior dato dopo Giappone e Islanda.

Gli Usa più ricchi ma…
Che dire degli Stati Uniti, superpotenza anche dal punto di vista economico. Qui, invero, la ricchezza sembra inversamente proporzionale alla felicità. I motivi, come già accennato, sono principalmente problemi di salute. E questo dimostra come un Paese sia spesso giudicato in base alla salute dei propri cittadini. Negli Usa, infatti, c'è un'epidemia di obesità, abuso di oppioidi (e morti correlate) e depressione. Infine, dal Report dell'Onu, emerge chiara una percezione di maggiore corruzione, sia a livello pubblico che privato, e una marcata e diffusa perdita di fiducia nelle istituzioni.