22 ottobre 2021
Aggiornato 08:00
Ricerca scientifica e malattie neurodegenerative

Malattie neurodegenerative, scoperta la possibilità di favorire la crescita di cellule staminali neurali

Uno studio condotto da Milano-Bicocca e IRCCS Casa Sollievo Sofferenza, mostra che è possibile favorire la crescita e il differenziamento di cellule staminali

MILANO – Novità dalla ricerca sulle malattie neurodegenerative, come per esempio la SLA o la Sclerosi multipla. Ricercatori italiani scoperto che il recettore TLR4, normalmente responsabile dei fenomeni infiammatori, se opportunamente stimolato, può favorire la crescita e la differenziazione delle cellule staminali neurali (NSC), mostrando di avere anche un 'lato buono'. Tutto ciò, lo rivela lo studio Toll-like receptor 4 modulation influences human neural stem cell proliferation and differentiation condotto da un team di ricerca dell'Università di Milano-Bicocca e dall'IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo recentemente pubblicato sulla rivista Cell Death and Disease. Una scoperta che potrebbe rivelarsi utile per una serie di malattie del sistema nervoso, come la Sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e la Sclerosi multipla (SM).

Per la prima volta
I ricercatori – spiega una nota della Milano-Bicocca – hanno osservato per la prima volta che le cellule staminali neurali possiedono il recettore TLR4 già attivo durante la loro normale fase di crescita. Questo ha permesso di rivelarne la sua doppia natura: se modulato da molecole-farmaco prodotte in laboratorio, il recettore TLR4 delle cellule staminali, invece che indurre l'infiammazione e quindi danneggiare le cellule, favorisce la crescita e la capacità di differenziarsi delle cellule staminali stesse. «Questo lavoro – precisa Lidia De Filippis, biologa dell'IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo e coordinatrice della ricerca – mostra per la prima volta che è possibile sfruttare il ruolo positivo del recettore TLR4 per facilitare la crescita e il differenziamento delle cellule staminali neurali. Il nostro studio è stato interamente svolto con cellule staminali umane già in utilizzo in un trial clinico (avviato dal professor Angelo Vescovi) su pazienti affetti da SLA e approvate per un trial nei pazienti affetti da sclerosi multipla. Le applicazioni cliniche e farmacologiche che derivano da questo lavoro sono rilevanti poiché le NSC sono in grado di sopravvivere dopo trapianto senza suscitare rigetto e anche di modulare la componente neuroinfiammatoria associata a varie patologie (capacità immunomodulatoria), entrambi aspetti terapeutici nei quali il TLR4 potrebbe essere coinvolto».

Il ruolo del recettore nelle malattie
La ricerca si inserisce nel progetto europeo TOLLerant 'Toll-Like Receptor 4 activation and function in diseases: an integrated chemical-biology approach' che studia il ruolo del recettore umano TLR4 e la sua azione in patologie di tipo infettivo, infiammatorio e autoimmune. «Nel laboratorio di Medicinal chemistry di Milano-Bicocca – spiega Francesco Peri, docente di Chimica organica e coautore dello studio – abbiamo a disposizione dei prototipi di farmaci capaci di agire selettivamente sul recettore umano TLR4. Queste molecole saranno sperimentate in combinazione con le NSC in modelli animali di malattie neurodegenerative e neuroinfiammazioni e potrebbero rivelarsi un importante strumento terapeutico per la SLA e la sclerosi multipla».