Salute | Demenza

Sport da contatto, scuotono il cervello e possono causare gravi danni

Alcuni sport, come calcio e rugby, potrebbero rappresentare una seria minaccia per la salute del cervello. La scoperta pubblicata su Nature

Danni al cervello causati da calcio, football e rugby
Danni al cervello causati da calcio, football e rugby (Shutterstock.com)

L’attività fisica offre numerosi benefici per la salute, questo gli esperti ce lo ricordano ormai ogni giorno. I vantaggi, tuttavia, si possono ottenere solo praticando movimento con gradualità e non in maniera eccessiva. D’altro canto, potrebbero esserci alcuni sport che possono provocare più danni che benefici. Secondo le ultime ricerche, infatti, i cosiddetti sport da contatto – che smuovono eccessivamente il cervello – potrebbero rappresentare una seria minaccia per la nostra salute.

Pericolo scuotimento
Si chiama encefalopatia post-traumatica e pare possa essere causata anche da sport eccessivamente violenti come il rugby e il calcio. Tali traumi possono verificarsi, per esempio, quando il pallone colpisce la testa o quando un compagno di gioco ne calcia involontariamente un altro. Per stabilire chi ne è stato colpito si utilizza un particolare test denominato test King-Devick – un derivato del Military Acute Concussion Evaluation (MACE). Test adottato anche dalla Federazione internazionale di Calcio. In seguito agli esiti ottenuti dal test è possibile decidere se sottoporre il giocatore alla TAC o alla risonanza magnetica per eventuali approfondimenti.

Pericolo demenza
Gli sport che scuotono il cervello, secondo uno studio recentemente pubblicato su Nature, potrebbero causare seri danni cerebrali fino a un aumentato rischio di incappare in una grave forma di demenza. Già tempo fa, alcuni scienziati dell’Università di Boston avevano messo in guardia tutti i piccoli giocatori. Perché, a quanto pare, il rischio è decisamente più elevato nei soggetti giovani. Infatti, se i colpi alla testa si verificano durante l’età dello sviluppo il ragazzo potrebbe soffrire di tautopia, ovvero di una demenza causata da un accumulo di tau. Quest’ultima è una proteina che si trova in altissime quantità nel cervello dei soggetti affetti da demenza.

Sintomi cognitivi nel 95% dei casi
Gli studiosi hanno valutato anche gli effetti a lungo termine analizzando 177 cervelli di ex giocatori di football, la cui età media era di 67 anni. Dai loro risultati è emerso che si era verificata demenza nell’85% dei casi e gravi sintomi cognitivi addirittura nel 95% dei casi. Percentuale nettamente superiore rispetto alle persone che non svolgevano questo tipo di sport.

Non solo sportivi
D’altro canto lo stesso rischio lo corrono anche le persone che conducono tutt’altro tipo di vita: per esempio quelle che usano spesso il martello pneumatico. A un’analisi accurata del loro cervello, tali persone – morte per altre cause – evidenziavano elevate quantità delle proteina Tau. Ricordiamo che il trauma da scuotimento può verificarsi anche quando i genitori scuotono eccessivamente il proprio piccolo durante una sgridata o, più semplicemente, per gioco. Il fatto è conosciuto in medicina come sindrome del bambino scosso.

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La Sindrome del bambino scosso è rappresentata da una serie di sintomi che devono essere valutati con attenzione. L’esito, in alcuni casi, può infatti essere fatale. La Campagna «Non scuoterlo!»