20 agosto 2019
Aggiornato 22:30
DNA sintetico

Scienziati creano un virus simile al vaiolo e pubblicano la ricetta on line: scatta la polemica

Scienziati ricostruiscono in laboratorio un virus parente del vaiolo e pubblicano l’intero metodo on line: scatta la polemica

Ricreato in laboratorio un parente stretto del vaiolo
Ricreato in laboratorio un parente stretto del vaiolo Shutterstock

Non sempre i progressi della scienza si rivelano utili per l’umanità. E anche qualora lo fossero, potrebbero esserci alcune scoperte che dovrebbero rimanere confinate a una cerchia ristretta di persone che possano essere in grado di utilizzarle nel migliore dei modi. Per esempio, rendere nota a tutta l’umanità una ricetta per creare un virus mortale potrebbe non essere un’ottima idea. Se qualche mente – non proprio brillante – decidesse di ripetere l’esperimento e diffondere il patogeno, tutti gli esseri umani richiederebbero la vita con serie ripercussioni anche da un punto di vista sanitario. Per fortuna, al momento, non è (ancora) accaduto niente di simile.

Il virus del vaiolo modificato
Il vaiolo è stato uno dei virus più temibili della storia, probabilmente debellato grazie ai vaccini. A motivo di studio, tuttavia, alcuni ricercatori dell’università di Alberta sono riusciti a ricostruire in laboratorio il primo parente stretto del vaiolo, ma le polemiche non mancano. Non tanto per quanto riguarda il fatto in sé quanto per il motivo che gli scienziati hanno scelto di pubblicare la loro ricetta sul web.

Cosa hanno fatto i ricercatori
I ricercatori hanno sfruttato alcune tecniche basate sull’uso del DNA sintetico. Ovviamente la loro idea non era quella di creare una strage diffondendo virus pericolosi, ma esattamente l’opposto: promuovere misure di sicurezza dal punto di vista sanitario. La produzione del nuovo patogeno la si deve al virologo David Evans e il suo collaboratore Ryan Noyce. Insieme sono riusciti a riprodurre sinteticamente un virus denominato horsepox, utilizzando una sequenza genetica già nota più dei frammenti di DNA prodotti con metodi chimici. Questo, a loro avviso, avrebbe lo scopo di fornire un vaccino ideale. Il virus appartiene alla famiglia degli Orthopoxvirus, la stessa del vaiolo.

Cambiare il modo di concepire le cure
L’idea degli scienziati, quindi, è quella di aiutare ricercatori di tutto il mondo a sviluppare nuovi farmaci utilizzando il loro metodo. «Questa applicazione della tecnologia del DNA sintetico ha il potenziale per rivoluzionare il modo in cui produciamo biologici complessi, compresi i virus ricombinanti», spiega il dottor Evans, professore di microbiologia e membro dell'Istituto di Virologia Li Ka-Shing. «Questi metodi migliorano la capacità di produrre vaccini di nuova generazione e offrono una promessa speciale come strumento per costruire i complicati virus sintetici che saranno probabilmente necessari per curare il cancro», continua David Evans.

Perché proprio questo virus?
L'Horsepox, è una malattia equina causata dal virus omonimo, al momento (e per fortuna) non costituisce un pericolo per l'uomo. E’ molto simile, però a un patogeno denominato vaccinia, ovvero lo stesso virus che è stato utilizzato in passato allo scopo di sradicare il vaiolo umano 40 anni fa.

L’obiettivo
«L'obiettivo è quello di sviluppare un vaccino con un profilo di sicurezza migliore rispetto agli attuali vaccini per un uso più ampio e per fornire una maggiore protezione al pubblico», spiegano i ricercatori. Ben si sa, infatti, che gli attuali vaccino contro il vaiolo vengono adoperati sempre più raramente a causa della loro tossicità.

Potrebbe combattere il cancro
Gli studi condotti dal team, potrebbero anche aiutare a combattere il cancro. I ricercatori, infatti, avevano già utilizzato la tecnologia del DNA ricombinante allo scopo di progettarne uno che migliorasse il trattamento del cancro della vescica. Il virus è, infatti, oncolitico, ovvero è stato modificato per uccidere selettivamente le cellule tumorali lasciando inalterate quelle sane. E se un giorno potremmo dire addio alla tanto temuta chemioterapia è solo perché la biologia sintetica offre uno strumento potente per la produzione di queste terapie biologiche.

Le polemiche
Inutile dire che le polemiche non sono tardate ad arrivare una volta che gli scienziati hanno dichiarato di aver pubblicato sul web il loro segreto per ottenere un virus sintetico in laboratorio. «Lo studio non aggiunge nulla alle conoscenze sul virus», ha dichiarato Stephan Becker dell’università di Marburgo. «Se qualcuno vuole ricostruire un altro virus simile, ora trova le istruzioni per farlo in un solo posto», conclude Andreas Nitsche del Robert Koch Institute. Lo studio è stato pubblicato su PloS One.