4 agosto 2020
Aggiornato 19:30
Diabete e cucina

Soffri di diabete? Ecco come cucinare la pasta per ridurre la glicemia

Due semplici trucchi per cucinare la pasta o altri alimenti ricchi di zuccheri ed evitare il tanto temuto picco glicemico

Come cucinare la pasta per ridurre la glicemia
Come cucinare la pasta per ridurre la glicemia Shutterstock

I pazienti diabetici, o le persone che soffrono di iperglicemia, devono porre un po’ più di attenzione in ciò che mangiano. Non è raro vedere persone costrette a rinunciare a un bel piatto di pasta perché tale alimento possiede un livello troppo elevato di zuccheri. Tuttavia, secondo recenti studi, esiste un metodo alquanto particolare per trasformare la pasta in un prodotto ipoglicemico. Ed è molto semplice da fare per chiunque, anche a casa propria. Ecco come si fa.

Cambia il metodo di cottura
Secondo recenti ricerche, esiste un modo per cucinare la pasta in maniera da non assistere ai tanto temuti picchi iperglicemici. Si tratta di cuocere la pasta nella maniera tradizionale, quindi scolarla e riporla in frigo durante la notte per il raffreddamento. Il giorno seguente si riscalda utilizzando il condimento che si desidera. Sarebbe proprio questa pausa di diverse ora a cambiare completamente la composizione della pasta.

Merito dell’amido resistente
Questo piccolo escamotage permette all’amido di trasformarsi in amido resistente. Quest’ultimo, noto in inglese con il termine Resistant starch, è un composto in grado di resistere alla digestione (idrolisi) prodotta dagli enzimi digestivi che si trovano a livello dell’intestino tenue. Essendo che in parte tale amido può essere soggetto alla fermentazione dell’intestino crasso, alcuni suoi sottotipi vengono considerati come appartenenti alla fibra alimentare solubile. Questo tipo di fermentazione porta alla produzione di acidi grassi a catena corta come acido acetico, butirrico e proprionico, dalle virtù anticancerogene.

Riorganizzazione della struttura
Secondo quanto dichiarato dall’organizzazione benefica Diabetes, «quando gli alimenti amidacei si sono raffreddati, la loro struttura viene riorganizzata e gli enzimi digestivi nell'intestino non possono scomporli facilmente, così il cibo contiene più amido resistente», il quale diventa essenzialmente fibra. «Una dieta sana ed equilibrata è il modo migliore per mantenere un peso sano e può aiutare le persone a gestire il diabete di tipo 2 o ridurre il rischio di sviluppare la condizione». Tuttavia, è essenziale ricordare che «è molto importante seguire le linee guida sulla sicurezza alimentare durante il raffreddamento, la conservazione e il riscaldamento degli alimenti al fine di minimizzare il rischio di potenziali intossicazioni alimentari».

Un altro trucco: l’aceto
Un altro trucco per ridurre il rischio di incappare in un picco glicemico è quello di aggiungere alcune gocce di aceto agli alimenti ad alto indice glicemico. Sembra che con l’aceto balsamico si ottengano i migliori risultati. A suggerirlo è una ricerca condotta dall’Università di Seul e pubblicata su Diabetes Metabolism Journal: a detta degli scienziati, l’aceto sembra proteggere il pancreas nei topi alimentati con elevate quantità di grassi e zuccheri. Perciò, se viene aggiunto a cibi con alto indice glicemico (IG) contrasta l’impennata glicemica.

Leggi anche: Diabete? Tienilo sotto controllo con limone e aceto
La scorza del limone grattugiata sui cibi di uso quotidiano, può aiutare a contrastare l’iperglicemia