22 febbraio 2020
Aggiornato 21:00
Nuove armi contro i tumori

Ecco l'immunoterapia di Alleanza Contro il Cancro, nasce Working Group al Bambino Gesù

Coordinato dall'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù il nuovo gruppo promuoverà cure innovative contro i tumori

Immunoterapia e cancro
Immunoterapia e cancro Shutterstock

ROMA - Combattere il cancro come se fosse un'infezione. Questo uno dei presupposti dell'immunoterapia, il nuovo innovativo approccio terapeutico che mira ad attivare il sistema immunitario del paziente per riconoscere ed eliminare le cellule neoplastiche, o cancerogene. A questa specialità è dedicato il neonato gruppo di lavoro, coordinato dall'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, di Alleanza Contro il Cancro (ACC), la più grande rete di ricerca oncologica italiana, che mette insieme 20 IRCCS.

Il ruolo del Working Group
Il Working Group si occuperà della identificazione dei biomarcatori altamente predittivi di risposta ai nuovi approcci immunoterapici al fine di individuare in maniera precoce quei pazienti che ne possono beneficiare. In questo modo sarà possibile evitare di esporli a trattamenti potenzialmente associati a effetti collaterali in assenza di beneficio clinico. Questo approccio consentirebbe inoltre di ridurre la spesa farmaceutica del Sistema Sanitario Nazionale per terapie ad alto costo.
L'attività sarà coordinata da Concetta Quintarelli, responsabile del Laboratorio di Terapia Genica dei tumori del Bambino Gesù, e si concentrerà sulla conversione dei pazienti non responsivi in responsivi con lo sviluppo di nuove terapie combinate. Alleanza Contro il Cancro è la più grande organizzazione di ricerca oncologica italiana. Fondata nel 2002 dal Ministero della Salute, è attualmente formata da 22 Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, AIMaC (Associazione italiana dei malati oncologici), Italian Sarcoma Group e l'Istituto Superiore di Sanità, che ne ospita gli uffici.

I nuovi approcci
Si tratta di approcci estremamente innovativi nel contesto dei tumori solidi, che sono oggi disponibili in Italia solo presso l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per bambini affetti da neuroblastoma (responsabile dello studio Franco Locatelli, direttore del dipartimento di Onco-ematologia pediatrica e Medicina trasfusionale del Bambino Gesù). L'auspicio è che possano garantire i benefici ottenuti nel contesto di terapie applicate attualmente (principalmente negli Stati Uniti) anche alle neoplasie ematologiche linfoidi. «Il mio compito – spiega la prof.ssa Quintarelli – è supportato concretamente da due coordinatori, Paola Nisticò dell'IRE di Roma e Vincenzo Russo dell'Ospedale San Raffaele di Milano. Il gruppo di lavoro è estremamente attivo e si è focalizzato nel contesto di pazienti affetti da carcinoma polmonare grazie al coordinamento con i gruppi di lavoro Polmone e Genomica. L'obiettivo è una profonda caratterizzazione dei pazienti inclusi nello studio clinico che partirà a breve nel contesto del WG Polmone per individuare laddove possibile i soggetti che beneficeranno dell'approccio immunoterapico e quelli in cui, al contrario, sarebbe auspicabile non utilizzarlo al fine di ridurre al minimo la tossicità».

Anche per altri tipi di cancro
Nel futuro molto prossimo il Working Group ha l'obiettivo di estendere ciò che viene svolto sul polmone a tutti gli altri contesti neoplastici di cui ACC si interessa (melanoma, sarcomi, glioblastomi, gastrointestinale), non dimenticando che oltre ai pazienti adulti vi è la forte necessità clinica di intervenire con approcci innovativi anche nel contesto di quelli pediatrici. Questo perché all'interno di ACC, l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù rappresenta le esigenze di questa specifica popolazione, spesso non presa in considerazione dagli investimenti delle case farmaceutiche, ma estremamente bisognosa di ricevere cure sempre più all'avanguardia. «Il futuro – sottolinea la Quintarelli – si concentrerà sulla creazione di terapie mirate e specifiche per ogni singolo paziente ottenibili solo tramite un lavoro di rete come in ACC, che coagula specialità e ricercatori di ambiti differenti. La caratterizzazione approfondita di ogni singolo paziente ci permetterà di impostare correttamente la terapia aumentandone il beneficio e riducendone al contempo la tossicità».