24 luglio 2019
Aggiornato 06:00
Dimagrire

Qual è la dieta che funziona davvero per te? Lo dice il tuo Dna

Non tutte le diete funzionano perché ognuno è diverso. Soltanto una dieta davvero personalizzata può permettere di ottenere i risultati voluti. E per capire quale è la dieta che funziona bisogna dare un'occhiata al Dna personale

La dieta non vale per tutti
La dieta non vale per tutti Shutterstock

TEXAS – Tutte le diete promettono miracoli, sulla carta. Ma, di fatto, non con tutti funzionano. Perché tutto ciò? Perché, in fondo, ognuno è diverso. Per questo motivo bisognerebbe rivolgersi a una dieta personalizzata in tutto e per tutto. E per ottenere o capire quale è la dieta che fa al caso proprio è necessario dare uno sguardo al proprio Dna. In sostanza, diete diverse possono essere più o meno appropriate per persone diverse, e tutto questo in base alla propria predisposizione genetica. Ecco quanto hanno scoperto i ricercatori del Texas A & M University di College City.

Se funziona o meno
Se dunque una dieta funziona o meno pare sia scritto nei propri geni, sostengono i ricercatori. Ed è proprio partendo da questo concetto che il dottor David Threadgill e il dottor William T. Barrington hanno condotto il loro studio, poi pubblicato sulla rivista Genetics.
Gli autori dello studio hanno constatato che, nonostante le linee guida dietetiche e l'aderenza a queste da parte di chi ha problemi di peso, le persone con sindrome metabolica sono in costante vertiginoso aumento. Segno che qualcosa non funziona come dovrebbe. Secondo il dottor Threadgill, ciò si verifica perché le linee guida dietetiche si basano sulla falsa premessa secondo cui una determinata taglia è adatta a tutti o, per meglio dire, si considerano un 'taglia unica'. «Il consiglio dietetico, che provenga dal governo degli Stati Uniti o da qualche altra organizzazione, tende a essere basato sulla teoria che ci sarà una dieta che aiuterà tutti – spiega il ricercatore – Di fronte all'epidemia di obesità, sembra che le linee guida non siano state efficaci».

Questioni genetiche
il dottor Threadgill e il suo team hanno ipotizzato che invece potrebbero essere le differenze genetiche a influenzare il modo in cui qualcuno risponde a una dieta. Per convalidare la loro ipotesi, i ricercatori hanno condotto uno studio su modello animale: un gruppo di topi che condividono le anomalie genetiche e la predisposizione a sviluppare malattie cardiometaboliche, come malattie cardiache e diabete al pari degli esseri umani. Per analizzare tutto ciò, i ricercatori hanno utilizzato quattro ceppi geneticamente diversi di topi.

Le diete
A questi quattro gruppi di topi sono poi state fatte seguire altrettante quattro diverse diete. Le diete sono state progettate in modo da essere l'equivalente di quattro diete umane storicamente popolari: la dieta americana/occidentale, la dieta mediterranea, la dieta giapponese e la dieta Maasai chetogenica. La dieta americana era ricca di grassi e carboidrati raffinati; quella mediterranea era più ricca di fibre e comprendeva estratto di vino rosso; la dieta giapponese consisteva in riso ed estratto di tè verde e, infine, la dieta chetogenica era ricca di grassi e proteine, ​​ma comprendeva in pochissimi carboidrati. «Abbiamo abbinato il contenuto di fibre e composti bioattivi accoppiati ritenuti importanti nella malattia – spiega il dottor Barrington – al fine di ottenere che le diete dei roditori siano il più possibile simili a quelle umane». Oltre ai quattro gruppi, un ulteriore gruppo di topi era alimentato con una dieta di controllo costituita da cibo standard. I ricercatori hanno monitorato la salute cardiometabolica dei topi, misurando la pressione sanguigna, la glicemia, i livelli di colesterolo e analizzando la presenza di segni che indicassero un fegato grasso. Oltre a questo, sono stati monitorati anche i livelli di attività fisica, così come l'appetito e l'assunzione di cibo.

I rischi della 'taglia unica'
Dopo i vari test, i ricercatori hanno scoperto che, nel complesso, le tre diete 'alternative' più sane sembrano funzionare per la maggior parte dei topi, tuttavia il quarto ceppo genetico ha risposto molto male alla dieta giapponese. Sebbene questi topi «si comportassero bene con tutte le altre diete – ha sottolineato Barrington – hanno avuto risultati terribili con questa dieta [giapponese], con un aumento di grasso nel fegato e segni di danni al fegato». In generale, per quanto riguarda la dieta chetogenica, due ceppi genetici hanno risposto molto bene e due molto male. «Un gruppo diventava molto obeso, con fegato grasso e colesterolo alto – aggiunge Barrington – mentre l'altro incorporava più grasso e diventava meno fisicamente attivo, nonostante mantenesse un aspetto magro. Questo equivale a ciò che chiamiamo 'falso magro' negli esseri umani, in cui qualcuno sembra avere un peso sano, ma in realtà ha un'alta percentuale di grasso corporeo».
Come i ricercatori avevano previsto, la dieta in stile americano ha fatto aumentare l'obesità e la sindrome metabolica nella maggior parte dei topi. La dieta mediterranea, per contro, ha portato a risultati misti, con alcuni topi che rimanevano sani e altri che assumono peso – suggerendo che anche la dieta più famosa al mondo non è adatta a tutti.

La dieta personalizzata è l'unica che può funzionare
In seguito ai risultati ottenuti, i ricercatori sono pertanto convinti che il segreto di una dieta sana ed efficace stia dunque nel proprio Dna. «Se negli esseri umani esistono risposte dietetiche genetico-dipendenti simili, un approccio personalizzato o dietetico di precisione alle raccomandazioni dietetiche può portare a risultati di salute migliori rispetto all'approccio tradizionale 'taglia unica' per tutti – conclude Barrington –Un giorno, vorremmo sviluppare un test genetico che possa dire a ogni persona quale sia la dieta migliore per il proprio corredo genetico. Potrebbe esserci una differenza geografica basata su ciò che i propri antenati hanno mangiato, ma non ne sappiamo abbastanza per dirlo con certezza».