28 febbraio 2020
Aggiornato 07:30
Aneurisma scambiato per stress

Morta a 14 anni per aneurisma, continua l'indagine. Secondo il Pertini Denisse reagiva alle prime cure

E' in pieno svolgimento l'indagine per accertare le responsabilità della morte della studentessa di 14 anni a causa di un aneurisma. Gli ispettori del Ministero della Salute sono giunti in ospedale. Intanto sono stati donati gli organi

Muore per un aneurisma a 14 anni
Muore per un aneurisma a 14 anni Shutterstock

ROMA – La giovane Maria Denisse, studentessa al Liceo Ginnasio Statale Orazio, di soli 14 anni che è deceduta per aneurisma 'scambiato' per stress ha donato i suoi organi. Ma la sua storia ha quasi dell'incredibile: ricoverata al pronto soccorso dell'ospedale Pertini dove era giunta con un forte mal di testa, dopo un malore che l'aveva colta a scuola, era stata visitata forse sottovalutando inizialmente i sintomi. Dopo circa un'ora e mezza tuttavia era stata sottoposta a una Tac che aveva rivelato la presenza di un aneurisma. Trasferita all'ospedale pediatrico Bambino Gesù, qui vi moriva due giorni dopo, nonostante gli sforzi per salvarle la vita.

L'indagine
Dopo che i è appreso di quanto accaduto, sono subito scattate le indagini per fare chiarezza sull'episodio e valutare le eventuali responsabilità circa il decesso della giovane. La Procura ha aperto un fascicolo e ora il Pubblico Ministero Mario Ardigò e l’aggiunto Nunzia D’Elia stanno valutando tempi e modalità del trattamento cui era stata sottoposta la paziente da parte di tutto il personale sanitario – compresi i paramedici dell'ambulanza – che ha preso parte alla vicenda la mattina del 4 novembre scorso.

I fatti
Maria Denisse si sente male poco dopo essere entrata a scuola. Sono da poco passate lo 8:00 del mattino. La studentessa accusa violentissimi dolori alla testa, vomita e dalla bocca fuoriesce bava con tracce ematiche (di cui tuttavia non c’è traccia nella cartella clinica) e si presenta in uno stato di sonnolenza. I soccorsi, giunti poco dopo, prelevano la giovane verso le 8:20, quando viene portata a bordo dell'ambulanza che l'avrebbe poi portata al Pertini. I sintomi sono evidentemente gravi, tuttavia a Maria Denisse viene assegnato un 'codice giallo', che si utilizza in genere per etichettare casi non di imminente pericolo di vita. Nonostante la giovane apparisse prostrata, e che i genitori avessero detto che il forte mal di testa che accusava la tormentava da giorni, la diagnosi pare sia rimasta la stessa, così come il codice giallo. Questo fino a che non è stata eseguita la Tac, soltanto alle 11:00 (tre ore dopo l'evento) che ha invece rivelato la presenza dell'aneurisma. solo dopo le 11 del mattino. Ora il dubbio è che la diagnosi che ne ha poi causato la morte si sarebbe potuta emettere prima, e che forse le condizioni della ragazza sono state sottovalutate. Anche perché, come ormai risaputo, le era stato detto che il suo era probabilmente soltanto un problema di stress.

Il primario difende il suo staff
Secondo quanto si è appreso, il primario del Pronto soccorso del Pertini difende l'operato della dottoressa che ha seguito la ragazza quando è giunta all'ospedale. Il prof. Francesco Pugliese, ha avviato un audit interno e nella giornata di ieri ha fornito la documentazione necessaria agli ispettori mandati dal Ministero della Salute. «Un comportamento esemplare, il suo – ha dichiarato Pugliese – La collega, esperta e affidabile, ha seguito la ragazza fin dall’arrivo in presenza della madre. Sul momento le terapie analgesiche (paracetamolo e voltaren) hanno dato benefici. Poi, per il perdurare della sonnolenza, si è proceduto alla Tac nei tempi tecnici che un esame del genere richiede e anche prima di avere il referto si è allertato il Bambino Gesù. La ragazza – prosegue il primario – era lucida e cosciente, non si poteva intuire quello che aveva, né procedere in automatico con un esame così invasivo. L’unico vero dramma è la sua morte e non ci sono elementi per dire che poteva essere evitata». Ora si dovranno attendere gli esiti dell'indagine per capire se davvero è stato fatto tutto il possibile o ci si sia trovati di fronte a una 'leggerezza', in una vicenda che ha dell'assurdo ed è costata cara alla giovane Maria Denisse.