20 febbraio 2020
Aggiornato 11:30
San Giovanni Bosco

Incredibile intervento al San Giovanni Bosco: utilizzata la pompa cardiaca più piccola al mondo

Ennesimo intervento da record al San Giovanni Bosco di Torino. I medici sono riusciti a salvare una paziente affetta da una gravissima occlusione alle arterie

Intervento al San Giovanni Bosco di Torino
Intervento al San Giovanni Bosco di Torino Shutterstock

Ancora prove di estrema competenza e professionalità dal team del San Giovanni Bosco che è riuscito a eseguire un intervento incredibile utilizzando strumenti d’avanguardia. Nonostante si trattasse di un’operazione ad altissimo rischio il risultato è stato al di sopra di qualsiasi aspettativa. Ecco tutti i dettagli.

Intervento poco invasivo
Prestazioni elevate, intervento poco invasivo e un ottimo supporto alla circolazione: sono queste le caratteristiche del nuovissimo sistema utilizzato per la prima volta dai cardiologi interventisti dell’ospedale San Giovanni Bosco di Torino durante un intervento di angioplastica ad altissimo rischio. L’obiettivo era quello di liberare due coronarie occluse in una paziente di 68 anni.

Grave scompenso cardiaco
Tutto è iniziato alcuni giorni prima quando la donna si è recata presso il pronto soccorso dell’ospedale a causa di due coronarie occluse gravemente calcificate. Dalle analisi si era evidenziata una preoccupante compromissione della funzione cardiaca. I medici del San Giovanni Bosco, dopo aver analizzato a fondo la situazione, hanno scelto di utilizzare un’opzione alternativa particolarmente efficiente in casi come questo.

Una micro pompa
«Il nuovo sistema di supporto alla circolazione, utilizzato dai dottori Roberto Garbo e Giacomo Boccuzzi, che hanno eseguito con successo l’intervento, è una ‘micro pompa’ inserita in un catetere di soli 4,6 mm di diametro che, attraverso l’arteria femorale, raggiunge il cuore e consente un supporto emodinamico di oltre 3,5 litri al minuto – spiega la dottoressa Patrizia Noussan, direttore della Cardiologia dell’Ospedale San Giovanni Bosco – garantendo in caso di emergenza di sostituirsi completamente all’azione di pompa del cuore, mantenendo il flusso sanguigno così da permettere il completamento dell’intervento senza rischi per il paziente».

Una novità che potrebbe cambiare la vita di molti pazienti
«Finora questi pazienti potevano essere supportati durante l’intervento solo con un contropulsatore aortico, che garantisce un supporto al cuore nettamente inferiore ( meno di 1 litro di sangue al minuto) e da studi scientifici si è dimostrato inefficace in questo tipo di pazienti – precisa Patrizia Noussan – il nuovo sistema da noi utilizzato per la prima volta in Piemonte, risulta nella pratica una possibile alternativa all’ECMO, con minor invasività, permettendo ai cardiologi interventisti di operare in sicurezza in situazioni di elevato rischio, come in presenza di funzione cardiaca compromessa».

La paziente sta bene
Il team è riuscito a effettuare con estremo successo questo intervento di chirurgia e ora la paziente sta bene ed è già stata trasferita in un centro di riabilitazione. Ricordiamo, infine, che presso il San Giovanni Bosco il reparto Cardiologia è «un centro di elevata specializzazione e di eccellenza nell’esecuzione di angioplastiche complesse come le disostruzioni delle coronarie, procedure che richiedono grande esperienza degli operatori e utilizzo di materiali dedicati».

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