Farmaci e anziani

Troppi farmaci inutili per gli anziani: la maggioranza non serve. Ecco perché

I medici prescrivono troppi farmaci, specie ai soggetti anziani. A causa di ciò aumentano il numero di ricoveri e gli effetti avversi causati da un sovraccarico di medicinali. Ecco la soluzione

farmaci inutili per gli anziani
farmaci inutili per gli anziani (Joe Besure | Shutterstock)

Chiunque abbia a che fare con un soggetto anziano – o è lui stesso un over 65 – lo sa benissimo: da una certa età in poi sono in molti ad assumere quantità elevatissime di medicinali. Anche se sarebbe più corretto parlare di varietà dei farmaci prescritti. Ma ora arriva l’allarme da Simi: un medicinale su quattro non serve a niente (a parte svuotare il portafogli).

Prescrizioni eccessive di farmaci
E’, ahimè, un problema particolarmente diffuso: quando si va dal medico per chiedere una consulenza si torna a casa con la ricetta medica (e relativi farmaci). Accade anche in giovane età, ma per over 65 i farmaci vanno assunti per sempre. Peggio ancora se si tratta dei cinque milioni di anziani ricoverati a causa di diverse patologie. Al rientro della vita normale tutti hanno il compito di assumere diversi farmaci. Ma sono tutti necessari? A quanto pare no.

Sette medicinali al giorno
Si tratta di una media piuttosto elevata quella che interessa gli anziani che sono stati ricoverati a causa di patologie più o meno serie. E se loro ritornano a casa con 7 medicinali da assumere - con molta probabilità tutta la vita - anche chi l’ospedale non l’ha mai visto si vede costretto ad assumerne almeno cinque tipi diversi ogni giorno.

Un gatto che si morde la coda
Oltre a doversi ricordare giorno di assumere farmaci, il rischio è quello di entrare in un ciclo senza fine. Sono molti gli anziani, infatti, costretti a tornare in ospedale a causa di un eccesso di farmaci – che, come ben sappiamo – causano non pochi effetti collaterali. E i numeri, in tal senso, sono piuttosto allarmanti: un milione e mezzo di ricoveri all’anno. Ma anche chi, per fortuna, non è in condizioni così gravi da richiedere il ricovero, manifesta una reazione avversa all’uso di farmaci. Si parla anche in questo caso di numeri piuttosto elevati: due milioni in dodici mesi. «Il ricovero è un momento cardine ma oggi, anziché essere l’occasione per una revisione critica delle terapie è purtroppo una circostanza in cui il carico di farmaci aumenta», ha dichiarato Franco Perticone, presidente di Simi.

L’allarme di Simi
Con numeri così preoccupanti, la Simi (Società Italiana di Medicina Interna) l’ancia l’allarme in occasione del Congresso Nazionale che si è tenuto a Roma lo scorso weekend. La loro soluzione è un progetto innovativo per tagliare i farmaci inutili realizzato in collaborazione Policlinico di Bari, il Policlinico di Milano e l’Istituto Mario Negri. Proprio quest’ultimo ha utilizzato un software denominato INTERcheck, in grado di stimare le probabilità di rischio che ci sono esponendo un paziente a un farmaco inappropriato. Con questo strumento il pericolo dal 42% scende al 12%. Le interazioni, invece scendono dal 59% al 33%. Si tratta di una soluzione a portata di qualunque medico, che potrebbe anche aiutare ad abbattere i costi medici che si aggirano intorno ai 16 miliardi.

La maggior parte dei farmaci si può evitare
«Il 25% dei farmaci sarebbe evitabile, così come il 55% dei ricoveri migliorando l’appropriatezza nelle prescrizioni», spiegano gli esperti della Simi. Nasce così il Progetto De-prescribing che intende tagliare tutti i farmaci prescritti che generalmente sono privi di utilità. «Stiamo cercando di individuare i metodi più efficaci per interrompere la ‘cascata prescrittiva’ di cui sono vittime gli anziani, anche perché’ al crescere del numero di farmaci diminuisce fino al 70% l’aderenza alle cure con conseguenze molto negative per la salute dei pazienti», conclude Alessandro Nobili dell’Istituto Negri.