30 agosto 2025
Aggiornato 06:00
Tinture per capelli e cancro al seno

Tinture per capelli: gli studi che dimostrano il collegamento con il rischio di cancro

Le tinture per capelli possono provocare il cancro al seno (e non solo). Ecco gli studi che spiegano perché bisognerebbe evitarle. Le alternative alle colorazioni chimiche

Tinture per capelli e cancro al seno
Tinture per capelli e cancro al seno Foto: Shutterstock

Numerosi studi dimostrano che le tinture per capelli metterebbero a serio rischio la salute delle persone, ma pare che le donne siano quelle che hanno la peggio. Infatti più di una ricerca ha trovato un collegamento tra cancro al seno e utilizzo frequente di tali prodotti. Ecco tutti i dettagli.

Più belle, ma…
È innegabile il fatto che le tinture per capelli donino un colore nettamente più brillante ed omogeneo, specie quando si intravedono i primi capelli bianchi. D’altro canto sembra che i danni alla salute che possono provocare siano piuttosto steri. Sono infatti accusate di causare il cancro al seno. L’avvertimento ci arriva da un oncologo di fama internazionale: il professor Kefah Mokbel dell’ospedale Princess Grace di Londra. È stato proprio lui a coordinare uno studio revisionale per valutare l’effettivo rischio di cancro al seno e coloranti per capelli.

I risultati
Secondo i risultati ottenuti dai ricercatori, il legame tra cancro al seno e tinture coloranti è reale. Fino a poco tempo fa, infatti, si trattava solo di una ipotesi. Ora, al contrario, le conferme stanno arrivando da numerosi studi. Le statistiche parlano chiaro: le diagnosi di cancro al seno aumentano del 14% nelle donne che usano con una certa frequenza le tinture per capelli. «Anche se sono necessari ulteriori lavori per confermare i nostri risultati, questi suggeriscono che l’esposizione ai coloranti per capelli può contribuire al rischio di cancro al seno», scrivono i ricercatori.

Cosa significa «uso frequente»?
Il termine uso frequente potrebbe trarre in inganno. Secondo il dottor Mokbel, infatti, le tinture non dovrebbero essere eseguite per più di cinque volte all’anno, il che si traduce in una misura inferiore a una volta ogni due mesi. L’alternativa solo i coloranti naturali. Anche in questo caso, tuttavia, è doverosa una precisazione: naturali significa che devono essere totalmente esenti da sostanze chimiche. Uno dei pochi prodotto al mondo che possiede tali caratteristiche è l’hennè puro. Tutti gli altri sono dichiarati naturali ma possiedono sempre composti sintetici che possono provocare danni alla salute.

Altri rischi per la salute
I coloranti per capelli sembrano mettere a serio rischio la salute di una donna anche sotto altri aspetti. Non a caso, sul sito dell’American Cancer Society si legge che «ricercatori hanno studiato un possibile legame tra l’uso di tinture per capelli e il cancro per molti anni. Gli studi hanno esaminato più da vicino i rischi di tumori del sangue (leucemie e linfomi) e cancro della vescica», tuttavia subito dopo precisa che «mentre alcuni studi hanno suggerito possibili collegamenti, gli altri non sono riusciti a trovarli».

Qual è la relazione?
Se è vero che le tinture per capelli possono causare il cancro al seno – o ad altri distretti corporei – deve esserci pur un motivo scientifico. Anche in questo caso, infatti, sono state fatte diverse ipotesi. Tra queste, sul banco degli imputati ci sono le famose le ammine aromatiche (le stesse prodotte da alcuni alimenti), sostanze che si trovano all’interno dei coloranti. Pare che quanto l’organismo le assorba siano più probabili i danni al DNA e, di conseguenza, lo sviluppo di tumori.

Colpevoli anche gli ormoni
Anche altre sostanze contenute in questi prodotti sembrano essere implicate nello sviluppo di alcuni tumori. Alcune, infatti, svolgono un’azione ormono-smile che interferiscono con la normale regolazione ormonale.

Leggi anche: Tinture per capelli: si rischia davvero il cancro al seno?
Esiste un legame tra cancro al seno, tinture per capelli, liscianti chimici e balsami? Le ricerche non hanno ancora chiarito del tutto il possibile collegamento. Il parere degli esperti