Cancro al colon, si combatte con i batteri cadavere. Ma i tessuti sani rimangono intatti
Il cancro al colon può essere abbattuto in sole 72 ore grazie a batteri del genere Clostridium sporogenes, inattivati termicamente. In più, lasciano intatti i tessuti sani
Probabilmente il nome non ispira molta fiducia ma pare che i batteri cadavere possano essere la nuova strategia per curare il cancro al colon. D’altro canto l’arma migliore – per ora – rimane la prevenzione se si tiene conto del fatto che le cure sono migliorate ma non sono sempre risolutive. Senza tener presente che ci sono persone che pagherebbero oro per avere terapie meno devastanti della chemioterapia. Ed è proprio il caso di un nuovo – e probabile – farmaco contro il cancro il colon che sfrutta le virtù di alcuni batteri.
La scoperta
È freschissima la scoperta di alcuni ricercatori dell’Università tecnologica di Singapore, che hanno scoperto come i batteri cadavere - ovvero dei batteri inattivati termicamente - conosciuti anche più semplicemente come batteri morti, potrebbero essere una nuova arma per prevenire il cancro al colon. Si tratta, in sostanza, di alcuni tipi di patogeni che provengono dalla terra, il cui nome scientifico è Clostridium sporogenes.
Risultati sorprendenti
Il Clostridium sporogenes è un tipo di batterio che generalmente colonizza il tratto intestinale degli esseri umani e degli animali. Già nel 2011 apparve un articolo su BBCNews in cui si evidenziava come tali microrganismi potessero essere in grado di combattere il cancro. In quegli anni, a condurre la ricerca erano stati gli scienziati dell'Università di York. Durante lo studio, i ricercatori avevano scoperto un fatto estremamente sorprendente: le spore de batterio crescono solo all’interno dei tumori solidi e non in altri tessuti in presenza di ossigeno. Il professor Nigel Minton, che ha coordinato la ricerca, ha dichiarato: «I Clostridia sono un antico gruppo di batteri che si sono evoluti sul pianeta prima di avere un'atmosfera ricca di ossigeno e quindi prosperano in basse condizioni di ossigeno. Quando le spore di Clostridia vengono iniettate in un paziente affetto da tumore, cresceranno solo in ambienti privi di ossigeno, cioè il centro dei tumori solidi. Questo è un fenomeno totalmente naturale, che non richiede alterazioni fondamentali ed è squisitamente specifico. Possiamo sfruttare questa specificità per uccidere le cellule tumorali, ma lasciare indenne il tessuto sano».
Arresto della vitalità cellulare
Anche nel nuovo studio, gli scienziati sono riusciti a indurre citotossicità nelle cellule tumorali del cancro al colon. Secondo quanto emerge dalla ricerca, le cellule sono in grado di imitare la forma naturale del tumore del colon del paziente. Ma grazie all’intervento dei batteri morti si può indurre l’arresto della vitalità delle cellule cancerose e la loro morte. Questo è reso possibile dal fatto che il batterio sfrutta l’ambiente privo di ossigeno del tumore.
Una rivoluzione nel campo dell’oncologia
La scoperta potrebbe portare a una vera e propria rivoluzione nel campo dell’oncologia. Infatti i farmaci spesso sono scarsamente efficaci proprio perché non è facile colpire alcune zone del tumore a causa della mancanza di ossigeno. In questo modo, invece, si agirebbe esattamente nel luogo di origine del tumore arrestando facilmente la sua progressione.
Risultati in soli 72 ore
I risultati ottenuti dai ricercatori sono stati più che eccellenti. In sole 72 ore i batteri cadavere sono stati in grado di bloccare il 74% delle cellule tumorali. Un effetto che non si ottiene neppure con il migliore dei farmaci chemioterapici o immunoterapici. Inoltre, rispetto ai medicinali tradizionali, ha una risorsa in più: lascia intatte le cellule sane. Non a caso, Nell Barrie, agente di informazione scientifica del Cancer Research UK, alcuni anni fa aveva dichiarato: «La ricerca di metodi per orientare i trattamenti alle cellule tumorali, lasciando le cellule sane inalterate è uno degli obiettivi chiave dei ricercatori di tutto il mondo. Ma è un problema difficile da risolvere, soprattutto perché ogni cancro è diverso». Oggi, forse, abbiamo trovato la soluzione. Non resta altro da fare che continuare la ricerca, nella speranza che vengano prodotti al più presto farmaci che possano sostituire la chemioterapia.
[1] Sci Rep. 2015; 5: 15681. Published online 2015 Oct 28. doi: 10.1038/srep15681 PMCID: PMC4623472 Effect of Heat-Inactivated Clostridium sporogenes and Its Conditioned Media on 3-Dimensional Colorectal Cancer Cell Models Madhura Satish Bhave,1 Ammar Mansoor Hassanbhai,1 Padmaja Anand,1 Kathy Qian Luo,1 and Swee Hin Teoha
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