16 ottobre 2019
Aggiornato 02:30
Belle Gibson e il tumore al cervello

Finge di avere il cancro e di essere guarita con la dieta vegetariana: diviene milionaria

La blogger di 25 anni Belle Gibson si era inventata di essere malata e poi guarita da un tumore al cervello con la dieta vegetariana. Ma i giudici l'hanno condannata a pagare 410 mila dollari di multa. Con le sue dichiarazioni si era costruita un’attività milionaria

Dieta vegetariana
Dieta vegetariana Shutterstock

AUSTRALIA – La blogger venticinquenne Belle Gibson era stata colpita da un tumore al cervello. Almeno così aveva dichiarato. Ma era tutto falso. Non solo non era malata, ma ovviamente non ne era guarita seguendo la dieta vegetariana che aveva decantato. In tutto questo tempo, prima che venisse a galla la verità, la blogger e modella australiana pare abbia messo su un’attività piuttosto redditizia. Ora i giudici l’hanno condannata a pagare 410mila dollari di multa per le bugie che avrebbe raccontato.

Le menzogne
Belle Gibson avrebbe mentito per ben due anni, prima di confessare. Durante questo tempo le avrebbe affermato di essere guarita dal cancro al cervello semplicemente eliminando carne, latticini, caffè dalla dieta. Facendo magari leva su tutti coloro che seguono i dettami del famoso, quanto fake, China Study. Gli stessi che probabilmente hanno poi acquistato ‘a chili’ il suo libro che è stato pubblicato ad arte dopo l’annuncio, e dal titolo ‘The Whole Pantry’. Probabilmente non paga di quanto guadagnato con le vendite del libro, la blogger ha anche messo sul mercato un’applicazione per smartphone creata ad hoc. Soltanto questa pare le abbia fruttato almeno 500mila dollari. Come a dire che (fingere di) avere un cancro paga anche in termini di popolarità.

La verità
A un certo punto però Belle è stata costretta a dire la verità. E così la sua storia ‘truffa’ ha fatto il giro del mondo. La modella era per così dire caduta dalle stelle alle stalle, e ora è arrivata l’ultima stangata dalla corte federale australiana di Melbourne che l’ha condannata all’ammenda di 410mila dollari da pagare allo Stato di Victoria (Australia) per aver mentito sulla beneficenza che avrebbe fatto con gli incassi del suo libro. La blogger pare tuttavia sia stata ‘graziata’ poiché la multa inizialmente era di 1 milione di dollari.

La vicenda
Tutto nasce nel 2013. Belle Gibson, all’epoca dichiara di essere stata malata di tumore al cervello e di essere poi guarita con le terapie alternative e con la dieta vegetariana e priva di glutine. Da questa storia che aveva attirato l’attenzione dei suoi follower e anche di chi, malato davvero, cercava magari una cura per il suo male, erano scaturiti il libro e l’app, che portavano lo stesso titolo, e che erano subito diventati di successo. Nelle intenzioni dichiarata, la modella-blogger aveva dichiarato che avrebbe donato in beneficenza parte degli incassi. Tuttavia, la faccenda a qualcuno puzzava di ‘marcio’ e così diversi giornalisti insospettiti hanno voluto indagare più a fondo. Tampinando la blogger, alla fine questa si è vista costretta a confessare. E da lì è venuto fuori l’inganno. Dopo l’episodio, Consumer Affairs Victoria (CAV) ha avviato un’inchiesta e nel giugno 2016 ha presentato un procedimento civile contro Belle Gibson e la sua società Inkerman Road Nominees. Nel mese di marzo, il giudice del tribunale federale Debbie Mortimer ha confermato «la maggior parte ma non tutte» delle accuse formulata dalla CAV contro la blogger. In sostanza, Belle è stata riconosciuta colpevole di cinque violazioni distinte della legge australiana sui diritti dei consumatori.

L’ammenda
La multa, nello specifico, comprende: 90mila dollari per non aver donato i proventi della vendita dell’applicazione The Whole Pantry; 50mila dollari per non aver donato i proventi dal lancio di The Whole Pantry app; 30mila dollari per non aver donato i proventi dell’evento ‘Mothers Day 2014’; 90mila dollari per non aver donato altri profitti aziendali; 150mila dollari per non aver donato il 100% delle vendite dell’app di una settimana alla famiglia di Joshua Schwarz, un ragazzo che aveva un tumore cerebrale inoperabile. Mortimer ha descritto la mancata donazione alla famiglia Schwarz come la «più grave» violazione della legge e ha poi aggiunto che «La signora Gibson ha espressamente confrontato le sue terribili circostanze con il giovane Joshua, affermando di avere la stessa forma di tumore come lui, una dichiarazione completamente falsa». Infine, la giudice Debbie Mortimer ha detto che, nonostante la notevole pubblicità che ha circondato le promesse di carità della Gibson, lei ha fatto solo tre donazioni per un totale di 10.800 dollari. Secondo i giudici, la blogger avrebbe messo davanti a tutto i suoi interessi, prima di quelli degli altri, ed è anche ‘colpevole’ di un comportamento offensivo nei confronti dei membri della comunità australiana che stanno davvero affrontando il cancro e i suoi effetti. Oltre a ciò il tutto sarebbe aggravato dal fatto che avrebbe pianificato ad arte tutto quanto.