18 luglio 2019
Aggiornato 13:00
Depressione e privazione del sonno

Depressione, arriva la tecnica USA che la sconfigge. Ma devi dormire di meno

Una tecnica ideata da alcuni ricercatori dell’Università della Pennsylvania sembra apportare miglioramenti nei soggetti depressi, in un solo giorno. Gli effetti della privazione del sonno

Privazione del sonno e depressione
Privazione del sonno e depressione Shutterstock

In seguito alla recente notizia che mette in evidenza tutti i rischi per la salute causati dalla carenza di sonno, ora ne spunta una che asserisce (quasi) l’opposto. La scienza è così: è interamente costellata di conferme e smentite. Secondo alcuni ricercatori dell’Università della Pennsylvania l’unico modo per uscire dalla depressione sarebbe infatti la privazione del sonno. Ecco tutti i dettagli della pratica.

Dormire meno per combattere la depressione
Sembra quasi un paradosso considerando che sono molte le persone che si sono trovate in uno stato di depressione a causa della mancanza di sonno. Un esempio tipico sono le neomamme. Eppure, a detta dei ricercatori dell’Università della Pennsylvania, dormire molto poco potrebbe permettere di uscire una volta per tutte dalla depressione. Ma attenzione: il fai da te è estremamente pericoloso. La privazione del sonno deve essere seguita da un medico.

Duemila studi
Per arrivare a tali conclusioni i ricercatori dell’Università della Pennsylvania – che hanno pubblicato i risultati dello studio sul Journal of Clinical Psychiatry – hanno esaminato ben duemila studi dagli anni settanta a oggi. Secondo la loro tesi, quindi, per uscire dalla depressione bisogna dormire molto, molto, poco: massimo tre ore al giorno. È quanto emerge dalla revisione scientifica degli studiosi: sono riusciti a passare in rassegna vecchi studi allo scopo di quantificare l’effetto della privazione di sonno in soggetti affetti da sintomi maniacali o depressivi.

Miglioramento immediato
Se la ricerca precedente metteva in evidenza i rischi per la salute del dormire anche solo sette ore al giorno, lo studio - coordinato da Philip Gehrman, della Perelman School of Medicine dell’Università della Pennsylvania - asserisce addirittura l’opposto: bisogna dormire massimo due o tre ore per notte. E i sintomi sembrano ridursi quasi immediatamente. Secondo quanto è emerso dalle indagini, infatti, restare svegli circa venti-ventun ore continuate apporta miglioramenti nel giro di un giorno o due. E per fortuna, potremmo aggiungere noi, perché dormire così poco per tanto tempo non è di certo né facile né salutare.

Meglio degli antidepressivi
Secondo i ricercatori questo stratagemma potrebbe essere decisamente migliore dell’assunzione di farmaci antidepressivi che, come tutti sappiamo, provocano effetti collaterali a lungo termine. Inoltre i farmaci non portano a risultati visibili prima dei quindi giorni di assunzione.

È importante affidarsi a un medico
Quello che è importante ribadire è che la privazione del sonno non è un metodo casalingo che si può seguire da soli senza il controllo del proprio medico curante. È indubbio che deve essere praticata nella maniera corretta e nella giusta dose. Non si deve eccedere altrimenti si rischia di incappare in seri danni alla salute ed è importante riportare al proprio medico tutti gli eventuali disturbi o miglioramenti che si evidenziano in conseguenza alla riduzione delle ore di sonno.