26 giugno 2019
Aggiornato 21:30
Aviaria e importazioni da Hong Kong

Aviaria: pericolo uova e polli provenienti da Padova. Blocco importazioni da Hong Kong

Trovati ancora altri focolai in Italia. Aumenta il numero di capi abbattuti nel nostro paese ma le associazioni smorzano i toni: «non c’è bisogno di creare allarmismi»

Influenza Aviaria blocco importazioni da Hong Kong
Influenza Aviaria blocco importazioni da Hong Kong ( Shutterstock )

L’aviaria fa sempre più paura e non solo nel nostro paese: l'Autorità sulla sicurezza alimentare di Hong Kong (Cfs) ha appena dichiarato di voler bloccare tutte le importazioni di polli e uova provenienti da Padova. Il paradosso è che se all’estero tutti hanno lanciato l’allarme circa il pericolo sulla salute pubblica, in Italia pochi sanno i rischi che corriamo. Ecco luci e ombre sul virus H5N8.

Troppo silenzio
Le associazioni nazionali di categoria continuano a dirci di stare tranquilli che non esiste nessun allarme, d’altro canto all’estero la situazione è decisamente più chiara di quella che abbiano noi. L’aviaria è probabilmente sempre stata sotto i nostri occhi, nelle nostre case, ma non ce ne siamo mai accorti. Anche la Cina ha compreso l’entità del problema e parla di una vera e propria epidemia. L’agenzia cinese infatti cita un focolaio che ha coinvolto ben 1600 animali di allevamento solo nella zona di Sant’Urbano, nella Bassa Padovana. Il tutto è emerso in seguito a una notifica della World Organization for Animal Health.

Cosa è accaduto dopo la notizia
In seguito alla notizia del Focolaio di Padova l’OMS ha notificato l’intera rete internazionale. Non appena ricevuta l’informazione l'agenzia governativa cinese Xinhua ha fatto scattare il divieto all’importazione con validità immediata. L'autorità sanitaria di Hong Kong, «ha contattato le autorità italiane riguardo alla situazione e osserverà con attenzione le informazioni emesse dall'Organizzazione Mondiale per la Sanità Animale sulle epidemie di influenza aviaria. Azioni appropriate verranno prese in risposta allo sviluppo della situazione», ha dichiarato un portavoce.

11mila capi abbattuti
In realtà l’influenza aviaria non ha coinvolto solo Padova ma anche altre provincie venete. Solo in questa regione si sono registrati 11mila capi abbattuti. Ma forse il dato più allarmante è il fatto che nessuno conosce i numeri con precisione. Ciò significa forse che la situazione sta sfuggendo di mano anche alle autorità competenti? Probabilmente no.

Perché viene bloccata l’importazione
«La procedura che si segue in questo caso è l’inserimento dell’allevamento nel sito del Ministero e poi a Bruxelles i paesi importatori bloccano temporaneamente il flusso, che viene ripreso appena finisce l’emergenza, questa è la normalità. Qualche anno fa da Hong Kong vennero a ispezionare i nostri allevatori e macelli e li trovarono in ordine, perché questa volta abbiano preso in esame Padova o non piuttosto gli allevamenti della Bassa Veronese o della Lombardia va chiesto ai cinesi», ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan.

Quanto è diffusa l’aviaria nel nostro paese?
Per capire bene il pericolo che corriamo dobbiamo dare uno sguardo ai numeri. In Europa, secondo quanto riportato da Aldo Muraro, presidente nazionale di UNAItalia, al Corriere del Veneto, ci sono stati ben 2300 focolai di aviaria: tra questi 500 in Francia, 280 in Germania e 36 in Italia. Quindi nel nostro paese, infine, non sembra essere andata poi così male. Chiaramente la maggior parte dei produttori si trovano in Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Va da sé che molti casi sono stati registrati proprio in queste regioni.

Dobbiamo avere paura?
Secondo Muraro non esiste nessun motivo per cui avere paura: «non è un allarme, è una cosa che si ripropone ogni anno, l’unico problema l’hanno gli allevatori che devono abbattere le oche o i polli ma non c’è alcun rischio per la salute umana, è stato dimostrato scientificamente».

Situazione sotto controllo
D’altro canto la situazione è sotto la sorveglianza dell’Istituto zooprofilattico delle Venezie e i protocolli di sicurezza sono scattati immediatamente dopo la rilevazione del focolaio di Padova: è stato sequestrato l’intero allevamento, i capi sono stati tutti abbattuti e inceneriti. Mentre intorno all’azienda di Sant’Urbano sono state create le solite zone di sicurezza con livelli di restrizione più o meno alti. Insomma, tutto sembra essere sotto controllo. Attendiamo ulteriori sviluppi.