6 ottobre 2022
Aggiornato 21:30
Manie vegan

Uovo sodo vegano: non ingannate i consumatori

La notizia dell’uovo vegano creato all'Università di Udine, secondo la Coldiretti non dovrebbe essere chiamato così, perché è ingannevole e crea confusione nei consumatori. Ecco perché

Uovo vegano creato a Udine, non dovrebbe essere chiamato così
Uovo vegano creato a Udine, non dovrebbe essere chiamato così Foto: Shutterstock

ROMA – Non chiamatelo ‘uovo vegano’ chiede la Coldiretti, affermando che se così si fa si ingannano i consumatori, creando inoltre confusione sulle reali caratteristiche del nuovo prodotto. Dopo la notizia del brevetto numero 100 a opera di quattro studentesse dell’Università di Udine che, secondo i ricercatori, avrebbe l’aspetto e le caratteristiche organolettiche di un uovo sodo di gallina, ma è interamente prodotto con ingredienti di origine vegetale, la Coldiretti scende in campo per fugare i dubbi e le perplessità circa la necessità di avere a disposizione un prodotto del genere. È un po’ come mangiarsi i wurstel alla soia che hanno un profumo simile a quelli veri ma sono vegetali. A quel punto, forse sarebbero meglio quelli veri. Anche perché se si ha ‘nostalgia’ di quelli e li si sostituisce con gli altri, allora c’è qualcosa che non va. La stessa cosa si potrebbe dunque dire dell’uovo vegano. Era davvero indispensabile? Se uno decide per qualsivoglia motivo di non mangiare uova, perché dovrebbe farlo con un surrogato? O si decide per le verdure, nel loro stato naturale e dunque sano, o anche qui, forse è meglio evitate.

Evitiamo la Fake News
«Per valorizzare il risultato della ricerca senza cadere nell’equivoco delle fake news occorre – sottolinea la Coldiretti – rispettare il recente pronunciamento della Corte di Giustizia europea sul fatto che ‘i prodotti puramente vegetali non possono, in linea di principio, essere commercializzati con denominazioni, come ‘latte’, ‘crema di latte’ o ‘panna’, ‘burro’, ‘formaggio’ e ‘yogurt’, che il diritto dell’Unione riserva ai prodotti di origine animale’ anche se ‘tali denominazioni siano completate da indicazioni esplicative o descrittive che indicano l’origine vegetale del prodotto in questione’. I prodotti vegetariani e vegani – conclude la Coldiretti – non possono pertanto essere chiamati con nomi di alimenti di origine animale per difendere dall’inganno il 7,6% di italiani che segue questo tipo di dieta». Ecco perché in teoria non si potrebbe parlare di ‘latti vegetali’ e compagnia bella. In sostanza, niente contro i vegani e le loro sacrosante quanto personali scelte ma, per favore, non prendiamoli in giro.