Diabete e cancro

Diabete e cancro: scoperta la relazione con il tumore al seno e alla prostata

Al congresso annuale di diabetologia sono stati presentati due studi che evidenziano la stretta relazione tra cancro e diabete. La metmorfina potrebbe ridurre l’aggressività dei tumori

Diabete e cancro alla prostata
Diabete e cancro alla prostata (MK photograp55 | Shutterstock)

Diabete e cancro sembrano essere intimamente collegati, è questo il risultato di una recente ricerca presentata al congresso annuale dell’EASD (European Association for the Study of Diabetes) tenutosi a Lisbona. E se da un lato tale relazione può spaventarci, dall’altro ha i suoi risvolti positivi: potrebbe esserci qualche terapia che scongiura il rischio di cancro. I dettagli dello studio.

Diabete e cancro
Le persone affette da diabete hanno un rischio altissimo di sviluppare il cancro. Questa è l’amara realtà. D’altro canto tenere sotto controllo la patologia può ridurre le probabilità di contrarre quella che è una delle malattie più temute di questo secolo. Al contrario, le persone che non tengono sotto controllo il glucosio ematico, potrebbero addirittura non riuscire a beneficiare del trattamento anticancro.

L’iperglicemia interferisce con il tamoxifene
La ricerca, coordinata dalla dottoressa Maria Rosaria Ambrosio dell’Università Federico II di Napoli è riuscita a dimostrare come gli alti livelli di glucosio nel sangue inducano la resistenza a un farmaco utilizzato tradizionale contro il tumore al seno. Si tratta del Tamoxifene (o tamossifene), un antitumorale per via orale che appartenente alla famiglia dei modulatori selettivi del recettore degli estrogeni.

I pericoli dell’eccesso di glucosio
L’iperglicemia oltre a modificare negativamente la sensibilità delle cellule cancerogene all’azione degli anticancerogeni come il Tamoxifene, agisce anche sul cosiddetto Connective Tissue Growth Factor o CTGF. Quest’ultimo strettamente correlato alla farmaco-resistenza dei trattamenti anticancerogeni. Secondo i ricercatori, livelli elevati di glucosio aumentano la produzione di interluichina-8 delle cellule adipose, modificando il fattore CTFG.

Cosa si può fare?
Prima di tutto, le persone che hanno un alto rischio di cancro dovrebbero tenere sotto controllo costantemente i livelli di glicemia. Ancor di più se si tratta di soggetti femminili che hanno avuto una diagnosi di cancro al seno. «Si tratta di una ricerca importante con promettenti ricadute cliniche per le donne diabetiche affette da tumore della mammella. L’avanzamento delle conoscenze in questo campo potrebbe consentire in futuro di ottenere una maggiore risposta ai farmaci anti-tumorali», spiega il professor Giorgio Sesti, presidente della Società Italiana di Diabetologia.

La relazione con il cancro alla prostata
Anche un altro studio – presentato dai ricercatori dell’Università della Magna Graecia di Catanzaro – ha messo in evidenza lo stretto legame che esiste tra tumore e diabete. In questo caso hanno evidenziato il ruolo della metformina, un farmaco antidiabetico, sul cancro alla prostata. In particolare i ricercatori si sono concentrati sulla mancanza di ossigeno (ipossia) che pare aumentare l’aggressività del tumore. Questa condizione, infatti, attraverso la modulazione genetica induce la secrezione di visfatina una citochina tipica del tessuto adiposo che aumenta la proliferazione del tumore. Ed è proprio qui che agisce la metmorfina, riducendo la produzione di visfatina e rendendo, di conseguenza, il tumore meno aggressivo. «I risultati di questa ricerca potrebbero avere promettenti ricadute cliniche per gli uomini affetti da tumore della prostata. La visfatina sembra essere un sensibile biomarcatore non invasivo per il monitoraggio dell’aggressività del cancro della prostata e la metformina un utile trattamento di questa forma neoplastica. Sono particolarmente lieto che tali ricerche possano essere presentate in un importante congresso internazionale da giovani ricercatori sostenuti dalla SID», commenta Sesti.

Metmorfina e cancro alla prostata
«La nostra ricerca individua un nuovo meccanismo molecolare attraverso il quale la metformina può svolgere la sua azione anti-proliferativa in pazienti con cancro della prostata, un tumore relativamente frequente nei pazienti con diabete mellito di tipo 2 e altre condizioni di insulino-resistenza. Infatti, inibendo l’asse HIF1/visfatina, la metformina agirebbe ostacolando il metabolismo della cellula tumorale. Sono necessari ulteriori studi per valutare se un simile meccanismo può essere operativo in altri tumori più frequentemente associati alla malattia diabetica», conclude il professor Antonio Brunetti, coordinatore dello studio.