14 novembre 2019
Aggiornato 10:30
Aviaria

Pericolo Aviaria in Italia: 500mila galline abbattute. Cos’è l’aviaria e i sintomi

Ancora altri casi di Aviaria in Italia. Nuovi casi nel Mantonvano con quasi mezzo milione di capi abbattuti. Le strategie di prevenzione e sorveglianza

Influenza Aviaria
Influenza Aviaria Shutterstock

Torna l’incubo aviaria nel nostro paese: troppi gli allevamenti colpiti dal virus. I focolai più consistenti sono stati trovati in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Piemonte. E non si tratta affatto di un problema recente, il tutto pare essere cominciato a inizio anno, coinvolgendo galline ovaiole, tacchini e oche da carne.

Eliminazione dei focolai
Per scongiurare il rischio e limitare la diffusione sono state abbattute, da gennaio 2017, migliaia di galline da allevamento. Solo nel Mantovano a Castiglione delle Sitiviere, sono appena state eliminate 500mila galline ovaiole. Attualmente questo è l’unico programma di prevenzione ed estinzione dei focolai di influenza aviaria.

Tutti i focolai estintiti?
Secondo quanto dichiarato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie «tutti i focolai risultano quasi estinti». Anche se è proprio il termine «quasi» a sollevare molti timori per la salute degli italiani.

La mappa dei focolai
La mappa dei focolai comprende, ahimè, diverse regioni. Tra cui il Veneto, l’Emilia Romagna, il Piemonte, il Friuli Venezia Giulia e la Lombardia. Quest’ultima proprio la scorsa settimana ha comunicato all’istituto zooprofilattico il termine delle operazioni di abbattimento dei capi affetti dal virus. Inoltre, a titolo preventivo, sono stati eliminati anche i tacchini – animali ad altissimo rischio contaminazione.

Zone di sorveglianza
Le autorità sanitarie hanno predisposto delle zone di sorveglianza nelle zone limitrofe agli allevamenti colpiti dal virus. La zona di protezione viene estesa per tre chilometri, mentre quella di controllo di dieci chilometri. In tal superficie non sarà possibile far muovere i polli. Le misure di sicurezza verranno introdotte dal 24 agosto – per quanto riguarda la zona di protezione – e dal 2 settembre – per quella di sorveglianza.

Cos’è l’influenza Aviaria
Il termine influenza è improprio. Infatti il vero nome di questa patologia sarebbe peste aviaria. D’altro canto è pur vero che il virus fa parte della stessa famiglia della tradizionale influenza: ovvero l’orthomyxovirus. Si tratta di una malattia altamente contagiosa che colpisce prevalentemente uccelli – sia domestici che selvatici. Tuttavia, se a contatto, anche l’essere umano può venir colpito dal microorganismo, causando sintomi più o meno tipici.

Il virus
Il virus può presentare vari sottotipi suddivisi in due gruppi principali: l’HPAI o high pathogenic avian influenza o LPAI (low pathogenic avian influenza). Dai nomi si evince come il primo sia un virus ad alta patogenità mentre il secondo a bassa. È facilmente debellabile ad alte temperature. Infatti tramite bollitura delle carni colpite sono necessari solo due minuti. Mentre una cottura a 60 gradi impiega circa mezz’ora per distruggere il virus. D’altro canto la luce solare diretta può eliminarlo entro massimo due giorni, ancor meglio se si usano i raggi ultravioletti, grazie ai quali il virus si inattiva immediatamente. È, al contrario, resistente alle basse temperature. Può sopravvivere più di un mese a 0 gradi.

I sintomi
L’influenza aviaria generalmente non è poi così tanto diversa – in termini di sintomatologia – da altri tipi di influenza. Può comparire febbre, dolori muscolari, disturbi gastroenterici, tosse e più raramente gravi disturbi respiratori.