27 gennaio 2022
Aggiornato 18:30
Donazioni di sangue in calo

Donazioni di sangue in calo: si rischia la vita in caso di intervento d’emergenza

Le donazioni di sangue sono in calo. Troppa gente rischia la vita per interventi di emergenza. A rischio pazienti affetti da leucemia e talassemia

A pochi interessa il problema donazioni di sangue. Eppure, grazie alla rete trasfusionale, sono molte le persone che vengono salvate ogni giorno. Ma cosa accadrebbe se qualcuno di noi dovesse essere sottoposto a un intervento urgentissimo e mancasse il sangue? Forse – oltre ad essere appesi a un filo tra la vita e la morte – diventeremmo maggiormente consapevoli dell’importanza di avere sempre a disposizione del sangue compatibile con il nostro.

Caduta in picchiata
Secondo quanto emerge da un recente comunicato stampa inviato da Giorgio Groppo, presidente Avis Regionale del Piemonte, i mesi di giugno e luglio sono stati «caratterizzati da una carenza cronica di sangue» che ha colpito diverse regioni. E le conseguenze possono essere solo lontanamente immaginali per i non addetti ai lavori. A rischio le terapie salvavita e gli interventi chirurgici effettuati in caso d’emergenza.

Troppa gente a rischio
Se i continui appelli di richiesta sangue non verranno accolti, nelle prossime settimane si verificherà un ulteriore calo di donazioni e la «la rete trasfusionale nazionale non sarà in grado di soddisfare i Livelli Essenziali di medicina trasfusionale». Questo è quanto emerge dai dati preliminari raccolti dal Centro Nazionale Sangue. Da questi si evidenzia come, recentemente, siano state superate le 1100 unità mancanti.  Dati che mostrano l’enorme gravità della situazione a cui tutti, andiamo incontro.

Pericolo per talassemici e leucemici
Tra le regioni più a rischio, ci sono l’Abruzzo, il Lazio, la Sicilia, la Sardegna e la Basilicata. Qui il fabbisogno è enorme a causa di un elevato numero di pazienti talassemici. «A rischio – spiega Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Centro Nazionale sangue Giancarlo Maria Liumbruno – ci sono terapie salvavita, considerando ad esempio che per un paziente leucemico servono otto donatori a settimana o che le talassemie e le altre emoglobinopatie assorbono circa il 10% delle unità raccolte sul territorio nazionale, ma anche gli interventi chirurgici, se si pensa che ad esempio per un trapianto cuore-polmoni possono essere usate fino a 30-40 sacche di sangue».

Collaborazione tra regioni
«In questi ultimi mesi, in diverse occasioni, le Regioni con capacità di produzione maggiore non sono riuscite a rispettare gli accordi programmati all’inizio dell’anno per fornire sangue a quelle con carenze croniche. È importante che tutte le Regioni cerchino di contribuire il più possibile al sistema di compensazione nazionale e che incrementino la raccolta. Per questo all’appello ai donatori si aggiunge quello alle Regioni, affinché consentano alle Strutture Trasfusionali da loro dipendenti una maggiore flessibilità nei giorni e negli orari di apertura, anche dotandole delle necessarie risorse umane, in modo da consentire, anche nel periodo estivo, la donazione non solo nei giorni feriali e negli orari canonici del primo mattino», continua Liumbruno.

Insomma, l’appello è stato inviato dall’Avis del Piemonte, ma ci si aspetta che tutte le regioni collaborino per la richiesta sangue. E che tutti i potenziali donatori si ricordino che il loro sangue può salvare la vita di migliaia di persone. Purtroppo, anche se è periodo di vacanze, non bisogna dimenticare che la vita è preziosa per tutti. Ogni momento dell’anno.