Malattie esantematiche

Morbillo, richiesta di contagio su Facebook

I casi di morbillo non tendono a fermarsi ma, anzi, aumentano. Nell'ultima settimane ci sono stati 159 nuovi casi, che salgono così a oltre 4.000, con tre morti. Su Facebook appare un post in cui si cerca qualcuno che possa contagiare un bambino. Si scatenano le polemiche

Morbillo, sempre più casi e c'è anche chi cerca un untore su Facebook
Morbillo, sempre più casi e c'è anche chi cerca un untore su Facebook (NatUlrich | shutterstock.com)

ROMA – Il Bollettino settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità sul morbillo sembra ormai divenuto un bollettino di guerra. Sono in continuo aumento infatti i casi dovuti a questo virus, che causa la nota malattia esantematica. Nell’ultima settimana (dal 24 al 30 luglio) i nuovi casi sono stati 159, portando il totale (provvisorio) del 2017 a 4.001 casi, di cui ci sono stati 3 decessi. Come ormai si sa la maggioranza delle persone che hanno contratto il virus non era vaccinata (l’89%), contro il 6% di coloro che invece erano state vaccinate con la prima dose – gli esperti ricordano che avere una copertura ottimale è necessario ricevere il richiamo del vaccino. Le regioni più colpite sono il Lazio con 1.333 casi, di cui 63 registrati nell’ultima settimana. Segue la Lombardia con 665 casi e il Piemonte con 603 casi. La fascia d’età più colpita è quella tra i 15 e i 39 anni.

Cercasi untore
Ha fatto scalpore e discutere il post apparso qualche giorno fa su Facebook dal titolo «AAA cercasi morbillo». Il post è stato pubblicato su alcuni gruppi FB della provincia di Forlì-Cesena. Già il titolo di per sé poteva far pensare a uno scherzo, ma di seguito veniva specificato: «Non è una bufala».
L’autrice del post sarebbe una cerca Debora Guidi, che nelle righe successive spiega il perché di questa ricerca di un ‘untore’: «È l’unica malattia esantematica per cui non si è autoimmunizzata mia figlia. Cerco un contagiato per tentare di contrarre il virus». Insomma, se un tempo si cercava in tutti i modi di tenere (o tenersi) alla larga un possibile contagiatore, oggi si arriva addirittura a cercarlo per potersi contagiare. La ricerca di un volontario che si presti a fare ‘sharing’ del proprio virus prevede anche una ricompensa. Nel post si legge infatti che a disposizione di chi si farà avanti vi sarà «frutta e verdura di stagione o altri beni materiali da concordare».

Una provocazione
Come probabilmente ci si poteva aspettare, il post ha scatenato diverse polemiche. Tanto che poi è stato bannato o rimosso dai gruppi in cui era stato pubblicato. Ma l’autrice replica che si trattava di una provocazione che non è stata compresa. «Si trattava una palese provocazione – avrebbe spiegato la Guidi – proprio per denunciare questo clima da linciaggio che si è andato a creare».
A scanso di equivoci, la signora Guidi ha specificato che le sue tre figlie sono state tutte vaccinate, sia con quelli obbligatori che con uno di quelli facoltativi. Per cui non si tratterebbe di un caso di ‘no vax’. Quale che sia il motivo, in molti però pare non abbiano gradito.