27 giugno 2019
Aggiornato 05:30
Londra. Addio al piccolo Charlie

Charlie Gard, oggi è il giorno dell’addio, si stacca la spina

E’ il giorno dell’addio al piccolo Charlie Gard, entro le ore 12:00 di Londra verranno spenti i macchinari che lo tengono in vita. Il caso che ha commosso il mondo

Il piccolo Charlie Gard
Il piccolo Charlie Gard ( ANSA )

LONDRA – Alle ore 12:00 di Londra, le 13:00 in Italia si darà l’addio al piccolo Charlie Gard, protagonista di una triste vicenda che ha fatto il giro del mondo. È infatti oggi che i medici staccheranno i macchinari che tengono il piccolo in vita. La spina non verrà staccata all’Ospedale Great Ormon Street, dove era ricoverato dall’ottobre scorso, ma probabilmente in una clinica per malati terminali. Come stabilito da Nicholas Francis, giudice dell’Alta corte inglese, i genitori Chris Gard e Connie Yates insieme ai medici dell’ospedale Great Ormond Street hanno tempo fino a mezzogiorno per decidere che tipo di programma palliativo si adotterà durante il tempo che Charlie sarà ancora mantenuto artificialmente in vita.  Tutto sta all’accordo sul piano di cura che dovranno necessariamente trovare genitori e sanitari, poiché se questo non dovesse giungere, il bambino verrebbe comunque trasferito nella clinica, per poi far spegnere subito dopo il ventilatore che gli permette di respirare.

Stare vicino al proprio figlio nelle ultime ore
È comprensibile il desiderio dei genitori di poter state vicino al proprio piccolo nelle sue ultime ore di vita. Per questo avevano chiesto potesse essere portato a casa. Ma, viste le opposizioni al desiderio, hanno allora chiesto che potesse essere lasciato in vita ancora una settimana. Il legale di famiglia Grant Armstrong ha fatto sapere di aver trovato un medico disposto a occuparsi personalmente della cura palliativa del bambino durante i suoi ultimi momenti di vita. Soltanto che questo medico non è specializzato in pediatria e terapie intensive, ma un generico – o medico di famiglia che dir si voglia. L’ulteriore ostacolo è dunque la richiesta dell’ospedale che si debba per forza avvalere di uno specialista per, secondo loro, offrire al piccolo Charlie l’adeguata attenzione di cui necessita in queste ultime ore.

Una malattia inesorabile
La malattia che affligge il piccolo Charlie, chiamata ‘deplezione del Dna mitocondriale’ è una malattia genetica molto rara, e in genere non lascia scampo. Charlie, che avrebbe compiuto 1 anno il 4 agosto prossimo è ridotto come un vegetale, proprio a causa della malattia che provoca un indebolimento muscolare progressivo e danni cerebrali irreversibili, dato che i mitocondri non producono l’energia di sostentamento per gli organi. Tutto ciò lo ha reso sordo, cieco e paralizzato.
Proprio per questo motivo già diversi mesi orsono i medici londinesi avevano proposto di staccare la spina che lo teneva in vita: una vita ritenuta non dignitosa, forzata, dato che non vi erano speranze di miglioramento e men che mai di guarigione. Ma i genitori, comprensibilmente, si sono opposti e hanno iniziato la battaglia legale che ha tenuto banco su tutti i media internazionali. Tutti i ricorsi hanno avuto esito negativo, e i giudici hanno dato ragione ai medici.

Tutti per Chiarlie, o #charliesfight
In favore di Charlie e della sua lotta si sono schierati praticamente tutti, compresi personaggi di spicco come il presidente Usa Donald Trump e perfino Papa Francesco. Si era anche pensato di sottoporre il bimbo a una cura sperimentale, ma le lungaggini legali e burocratiche hanno ancora una volta lasciato il loro infausto segno: si è arrivati troppo tardi, e per Charlie non c’è più nulla da fare. Addio piccolo Charlie.