19 agosto 2022
Aggiornato 20:00
Test del PSA

Cancro alla prostata: in arrivo il nuovo test che riduce i falsi positivi

Un nuovo test già sperimentato su alcuni campioni di plasma, riduce vistosamente il numero di falsi positivi. Il brevetto dell’Istituto Superiore di Sanità

Nuovo test del PSA
Nuovo test del PSA Foto: Shutterstock

ROMA - Quando si parla di cancro è doveroso avere a disposizione diagnosi accurate, semplici e veloci. E queste sembrano essere le promesse di un nuovissimo metodo di analisi del PSA che pare ridurre al minimo il rischio di falsi positivi. Ecco l’innovativa idea di alcuni ricercatori italiani che finalmente cambieranno il modo di concepire i test per il cancro alla prostata.

Una tecnica brevettata
La nuova tecnica è stata prontamente brevettata dall’Istituto Superiore della Sanità che ha lavorato in collaborazione con l’Unità di Neuroimmunologia dell’Ircccs Santa Lucia e con il Dipartimento di scienze urologiche del Policlinico Umberto I di Roma. Secondo quanto dichiarato da uno studio pubblicato recentemente su Cancer Letter, i risultati ottenuti dal test sono particolarmente promettenti ed evitano l’enorme numero di falsi positivi dei metodi diagnostici precedenti.

Diagnosi più precise
Al momento lo studio è stato condotto su 45 campioni, ma presto sarà esteso a 250. «Si tratta di uno studio particolarmente importante perché l’attuale esame del Psa sierico, per diagnosticare questo cancro dà un alto numero di falsi positivi in tutto il mondo e questo comporta una serie di problemi sia nelle reazioni dei pazienti sia nei costi per le analisi successive richieste da un’indagine con esito positivo. Mentre la determinazione dei livelli plasmatici di exosomi esprimenti Psa potrebbe consentire di diagnosticare con precisione e più precocemente questo cancro in modo da consentire studi di screening sulla popolazione maschile a livello globale», spiega Stefano Fais del Dipartimento di Oncologia e medicina molecolare dell’Istituto Superiore di Sanità.

Una vera e propria rivoluzione
«Se questi risultati venissero confermati sarebbe per noi, sul piano clinico una vera rivoluzione, perché ci metterebbe a disposizione uno strumento molto efficace nella prevenzione secondaria del cancro alla prostata», conclude Alessandro Sciarra, Ordinario di Urologia del Policlinico Umberto I.

Cos’è il dosaggio del PSA
Si tratta del cosiddetto antigene prostatico specifico. Si effettua tramite un semplice prelievo di sangue che permette di rilevare livelli di PSA, una proteina secreta dalla prostata che normalmente si trova nel sangue in quantità piuttosto esigue. Tuttavia, i valori tendono ad aumentare naturalmente con l’avanzare degli anni. Alti livelli di PSA si manifestano anche in caso di infezioni urinarie, iperplasia prostatica benigna e tumore alla prostata. Tuttavia i vecchi test possono dare molti falsi positivi e il 30% di falsi negativi. Valori normali, in età avanzata, si attestano intorno ai 4 ng/ml.