17 febbraio 2020
Aggiornato 20:30
Benefici dell’attività fisica

Cervello sempre giovane? Basta un po' di movimento

Una moderata attività fisica condotta ogni giorno può prevenire il declino cognitivo, migliorare i deficit di attenzione, la memoria e ridurre lo stress. I risultati di un recente studio americano

L'attività fisica fa bene al cervello
L'attività fisica fa bene al cervello Shutterstock

NEW YORK - Che movimento e sport siano due attività estremamente salutari per la nostra salute è noto da tempo. Ora, però, una revisione condotta da scienziati statunitensi è riuscita a dimostrare che un poco di esercizio fisico quotidiano può mantenere in forma il nostro cervello evitandone il declino.

Modificazioni cerebrali permanenti
Secondo lo studio revisionale condotto dai ricercatori della New York University, è sufficiente una sola sessione di movimento ogni giorno per portare cambiamenti benefici e permanenti al nostro cervello. Sembrerebbe, inoltre, che gli effetti siano visibili sia su animali che esseri umani. Un po’ come dire che si tratta di una legge universale applicabile nella maggior parte delle forme di vita.

Gli effetti dell’attività fisica
L’attività fisica apporta benefici non solo sulle funzioni cerebrali ma anche sul nostro umore, sul miglioramento della memoria. Ci offre cioè la possibilità di avere maggiore memoria e concentrazione. Ma non solo: un po’ di movimento pare essere associato a più creatività e reattività.

Le aree cerebrali attivate dall’allenamento
Secondo quanto è emerso dai risultati dello studio, il motivo per cui l’attività fisica sarebbe così prodiga di benefici è dovuto al fatto che il movimento attiva molte aree e sistemi cerebrali. «Gli interventi di esercizio sono attualmente utilizzati per contribuire ad affrontare tutto, dai disturbi cognitivi nel fisiologico invecchiamento, nel minimo deterioramento cognitivo (MCI), nella malattia di Alzheimer e nei deficit motori della malattia e nell’umore nei pazienti affetti da Parkinson e depressione – spiega Wendy A Suzuki, ricercatrice principale dello studio – La nostra rassegna mette in evidenza i meccanismi neurali e le vie attraverso le quali l’esercizio potrebbe produrre questi effetti clinicamente rilevanti».

Lo studio
Per arrivare a tali conclusioni, gli scienziati hanno preso in esame diverse immagini cerebrali, studi neurochimici, neurotrasmettitori e neuromodulatori. Inoltre hanno analizzato studi elettrofisiologici come l’elettroencefalogramma (EEG), la risonanza magnetica funzionale (fMRI), la spettroscopia a infrarossi (fNIRS) e la stimolazione magnetica transcranica (TMS).

La scoperta
Osservando i diversi studi condotti negli ultimi anni, i ricercatori hanno notato che in seguito all’esercizio fisico si osserva un cambiamento dei livelli neurochimici tra cui alcuni neurotrasmettitori, i fattori di crescita, i neuromodulatori e i metaboliti.

L’importanza della prevenzione
La scoperta dei ricercatori – pubblicata su Brain Plasticity – potrebbe portare a una migliore comprensione circa le virtù dell’attività fisica. Virtù che potrebbero essere sfruttate in campo medico per prevenire, ritardare o persino trattare il declino cognitivo nelle persone anziane. Ma non solo: perché l’attività fisica agisce sull’umore, sui deficit dell’attenzione, sulla gestione dello stress e la riduzione della depressione. Insomma, trovare mezz’ora al giorno per fare del movimento è quasi d’obbligo se abbiamo a cuore la nostra salute.